
Alassio. Stop alla cementificazione selavaggia: questo è il credo di “Progetto Alassio” che starebbe già lavorando in questo senso.
“Il nostro raggio d’azione per ‘Proteggere e Riqualificare l’ambiente’ è stato studiato dall’architetto Simona Maggi, specializzata in Architettura Sostenibile, dopo anni di studio e lavoro all’estero, e dall’Architetto Alessandro Meda, dal 2006 Docente al Politecnico di Milano, certificatore energetico, LEED Green Associate (LEED è il sistema americano di valutazione della sostenibilità). Il LEED Green Associate dimostra una conoscenza dell’edilizia sostenibile ed è certificato da una terza parte, per questo è più professionale e conferisce un valore aggiunto.
“Per Progetto Alassio è necessario muoversi verso un’edificazione più consapevole, sfruttando le conoscenze e le tecnologie che ad oggi permettono di creare un minore impatto sull’ambiente – si legge nella nota della lista civica – Un’architettura Sostenibile riguarda un insieme di fattori: i materiali con cui si costruisce, le tecniche di progettazione planimetrica e volumetrica, gli elementi architettonici, e gli accorgimenti legati al verde circostante”.
“Un approccio ecologico alla progettazione vede la città come un sistema complesso caratterizzato da continui processi di mutamento ed evoluzione e considera aspetti quali l’energia, le risorse naturali e la produzione di rifiuti come flussi e catene. Il mantenimento, il ripristino, l’incentivazione e la chiusura di tali flussi e catene contribuiscono allo sviluppo sostenibile. Il nostro intento è di applicare una variante al PUC che introduca priorità quali: sostenibilità del sito, gestione delle acque, energia ed atmosfera, materiali e risorse, qualità ambientale interna, innovazione nella progettazione, priorità regionale. Queste macro aree vengono declinate in diversi punti che nel loro insieme trasformeranno l’approccio edilizio di Alassio in consapevole e ed eco-sotenibile”.
“Il nostro Obiettivo è quello di pensare a una riqualificazione degli edifici esistenti e dare la possibilità di costruire nuove case che rispettino questo sistema internazionale ambientale; quindi con un abbassamento delle spese e un valore aggiunto per la gestione e utilizzo delle costruzioni. Nel 2020 ci dovranno essere case a consumo zero. Questo progetto è già in fase avanzata e l’attuazione avverrà in tempi rapidi” conclude la nota.