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Alla Gallinara palloni biodegradabili in mare per tracciare le rotte dei rifiuti

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Ponente. Mare sporco in Liguria, riparte giovedì 24 aprile, da Alassio il progetto per conoscere la provenienza, le cause dei rifiuti galleggianti e, possibilmente, individuare chi abbandona e butta in acqua plastica, vetro, carta, cartoni, sporcizia di varia natura.
Lo ha varato la Regione Liguria attraverso Olpa- l’Osservatorio Ligure Pesca e Ambiente con l’obiettivo di approfondire diversi aspetti del problema, dalle ricadute sull’ambiente marino del mondo della nautica da diporto, della pesca a strascico illegale all’abbandono di rifiuti e macro-rifiuti nei fiumi, nei litorali e direttamente in acqua.
Non ultimo, però, il problema delle correnti che della spazzatura in mare segnano la rotta lungo le coste della Liguria.
Dopo l’avvio di venerdi scorso a Chiavari, alla foce del fiume Entella, giovedì l’iniziativa si sposterà nel Ponente, alla foce del fiume Centa e all’isola Gallinara dove verranno rilasciate 120 bio-palle contrassegnate da un’ etichetta bianca con la scritta Olpa per consentine l’individuazione in mare aperto da parte di pescatori, subacquei, diportisti e, tra qualche settimana, bagnanti. L’appuntamento è alle 10, nel porticciolo di Alassio da dove i tecnici della Regione e di Olpa a bordo di una imbarcazione faranno rotta verso l’isola Gallinara.
Ogni ritrovamento delle bio-palle in mare potrà essere segnalato al consorzio Olpa, telefono 010/584368 tra le 10 e le 13 e le 15 e le 18. Una sorta di “caccia al tesoro biodegradabile” che darà diritto a un premio.
Il progetto punta soprattutto a registrare la “tracciabilità” di questi rifiuti, che sono spesso la causa di mare sporco in località turistiche “vittime”, loro malgrado, delle correnti marine.
Come nel caso delle “bollicine” in superficie, sollevato ripetutamente da Adriano Celentano che trascorre le vacanze estive nella Riviera dei Fiori.
Grazie alle segnalazioni si potrà arrivare a individuare con maggiore precisione le rotte dei rifiuti in mare , la loro provenienza e il comportamento in balia delle correnti.
I palloni biodegradabili saranno di diversi modelli, a seconda che debbano galleggiare o restare sul fondale, proprio come accade per i rifiuti.
Il progetto punta anche a valutare l’efficacia e l’idoneità dei battelli adibiti dai comuni e dai consorzi alla pulizia del mare e a una collaborazione con i pescatori professionisti per individuare accumuli di rifiuti sulle loro rotte.

Red.
22 Aprile 2008 alle 11:58
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