Regione. Il consiglio regionale ha nuovamente affrontato la disciplina della caccia in occasione del varo del calendario venatorio. La deliberazione (relatore di maggioranza il leghista Francesco Bruzzone) è stata approvata. La stagione 2013-14 dovrebbe iniziare la terza domenica di settembre. 22 i voti favorevoli (Pd, Pdl, Lega Nord Liguria-Padania, Liguria Viva, Riformisti italiani) e 5 contrari (Stefano Benzi della Federazione della sinistra, Maruska Piredda dell’Idv, Giancarlo Manti del Pd, Aldo Siri e Lorenzo Pellerano delle Liste civiche per Biasotti presidente).
“Per la sola caccia ai caprioli maschi le carabine avranno il via libera già nell’arco temporale 1 giugno-15 luglio (e poi ancora da Ferragosto) nelle province di Genova e Savona, alla faccia della sicurezza delle gite in campagna” protestano gli ambientalisti.
Cercare di blandire le frange più incallite e minoritarie di sparatori per motivi puramente clientelari – aggiungono – è un vecchio malcostume proprio delle promesse che non si possono mantenere. E’ anche grazie alla politica del raschiare il fondo del barile che i cacciatori liguri si sono ridotti di tre quarti nel giro di 30 anni, arrivando a circa 18.000 in tutta la Regione, con un depauperamento complessivo del patrimonio faunistico”.
Soddisfazione, invece, dall’assessore provinciale Paolo Ripamonti: “Sono orgoglioso di aver portato, dopo 12 anni, in consiglio provinciale il rinnovo del piano faunistico-venatorio. La proposta relativa è passata in pratica all’unanimità il gennaio scorso. In qualche modo saremo l’unica Provincia ad avere il piano approvato, al riparo di ogni possibile ricorso. Il cacciatore potrà esercitare la propria attività prevista dalla legge senza dubbi”.
Approvati alcuni emendamenti di Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) e di Valter Ferrando (Pd) che rafforzano le motivazioni che ispirano la legge. Il provvedimento era stato licenziato dalla giunta la settimana scorsa e ieri è stato esaminato dalla commissione competente. Il testo prevede due giorni aggiuntivi (attualmente sono tre) per la caccia da appostamento alla fauna migratoria nei mesi di ottobre e novembre e stabilisce la fine della stagione venatoria per diverse specie il 31 gennaio.
Bruzzone è intervenuto nel dibattito: “Il testo è frutto di un lungo lavoro di natura scientifica, giuridica e amministrativa i contenuti rientrano nel quadro normativo europeo, nazionale e regionale. Il parere dell’Ispra ha determinato approfonditi ragionamenti e una quasi totale applicazione dello stesso e solo in alcuni casi il calendario è più restrittivo rispetto a quanto previsto dall’Ispra e quando si discosta è supportato da motivazioni tecnico scientifiche”. Parere positivo sul provvedimento è stato espresso anche da Gino Garibaldi (Pdl) e Valter Ferrando (Pd).
“Esprimo soddisfazione per l’approvazione a larga maggioranza del calendario venatorio 2013- 2014 da parte dell’Assemblea legislativa della Liguria” ha detto Nino Miceli, capogruppo del Partito Democratico. “A nome del Gruppo Pd – continua Miceli – ringrazio l’assessore Briano e tutti coloro che hanno lavorato a questo atto amministrativo, che presenta aspetti decisamente innovativi rispetto ai precedenti calendari. In primo luogo – spiega – ha un’impostazione basata sulla raccolta di dati scientifici, possibile grazie ad uno studio commissionato dalla Regione Liguria all’Università di Genova, che ha analizzato i dati riportati nei tesserini dei cacciatori incrociandoli con quelli dei censimenti sull’avifauna migratrice a disposizione dell’Università”.
“Altra novità – aggiunge il capogruppo PD – riguarda il parere favorevole dell’Ispra, l’Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambiente, che ha condiviso l’aggiunta di due giornate di caccia nei mesi di ottobre e novembre, passando quindi da tre a cinque giorni, per le specie dei turdidi e dei colombaccio. Mentre per alcune specie di anatidi il calendario fissa un aumento del periodo venatorio fino al 31 gennaio 2014. Un buon risultato – conclude Nino Miceli – ai fini di una razionale gestione delle risorse faunistiche sul nostro territorio, confermando che la caccia è una pratica che si può svolgere nel rispetto e in piena compatibilità con le istanze ambientali”.