Regione. Le imprese liguri risultano virtuose perché disposte ad investire in termini di formazione e di presenza sulla componente femminile, anche se sono ancora lontane ai traguardi europei dove le donne lavoratrici rappresentano il 60% del totale degli occupati.
Lo dice una ricerca condotta dall’ufficio della consigliera di parità della Regione Liguria, Valeria Maione, e relativa agli anni dal 2000 al 2005, che è stata presentata oggi.
“Negli anni esaminati dalla ricerca – ha spiegato Valeria Maione – si è manifestata una tendenza alla crescita della componente femminile anche tra i quadri e tra i dirigenti nelle 190 aziende liguri con oltre 100 dipendenti, anche se in termini assoluti il confronto tra i due sessi risulta ancora fortemente sbilanciato: su un totale infatti di 35.765 maschi lavoratori le donne occupate ammontano a 18.606, il 34,2%, numeri ancora lontani rispetto al traguardo fissato dall’Unione Europea del 60% di occupazione femminile”.
Scopo della ricerca, che per la prima volta viene effettuata in Liguria, oltre al monitoraggio dell’andamento dell’occupazione, l’individuazione di discriminazioni rivolte alle donne per poterle prevenire.
“Dai dati – continua la consigliera di parità – emerge infatti la presenza in Liguria di un tessuto produttivo fatto di imprese di piccole dimensioni, dove trovano collocazione molte donne, alla ricerca di maggiori riconoscimenti del proprio valore, ma è indubbio che le imprese più grandi possono fare da traino per il sistema nel suo complesso, innestando circuiti virtuosi”.
L’andamento dell’occupazione ligure, in base a fonti ISTAT, rileva una sostanziale tenuta del sistema produttivo. Il 60% delle imprese ha infatti avuto un saldo positivo di addetti che nella grande distribuzione è riconducibile per l’85% alle donne.
“E’ stata proprio la presenza femminile a sostituire – aggiunge Maione – l’esodo di uomini che si è determinato nel periodo in questione a causa sia dei prepensionamenti, sia della conclusione dei contratti a termine, sia per dimissioni”.
Dal 2002 al 2005 si è infatti registrato un incremento occupazionale nelle imprese liguri con oltre 100 addetti di 1000 unità, a fronte di una fuoriuscita dal mercato del lavoro di 876 uomini e di un ingresso di 1876 donne. Una crescita occupazionale che è iniziata da tempo, grazie anche alle riorganizzazioni aziendali e alla maggiore attenzione alle necessità di conciliazione tra lavoro e carichi familiari dei dipendenti.
“Rimangono però ancora criticità – conclude la consigliera di parità – rispetto ai valori assoluti e alle tipologie di contratto che vedono una prevalenza di donne nel tempo determinato e soprattutto nel part time (85%) e nelle modalità di cessazione del lavoro con concrete divergenze tra i due sessi alle voci pensionamento (10 punti percentuali in più per i maschi), licenziamento individuale (due punti percentuali in più per le femmine) e scadenza contrattuale (8 punti percentuali in più per le donne), segnali che ci restituiscono una debolezza della componente femminile che necessita ancora di attenzione e sostegno da parte delle istituzioni e delle aziende”.