
Albenga. Sono sempre più forti i rumors di palazzo che indicano come prossimo lo spostamento della Rsa che ora trova sede presso l’ospedale di Albenga in altro luogo da destinarsi.
“Le voci sono legate anche all’utilizzo del IV piano del nosocomio Albenganese da parte del G.s.l., che vedrebbe così l’ampliamento della attività, con la convenzione in arrivo dal 1 di maggio che aumenterà il raggio di operatività alle province di Genova e La Spezia, ed anche extra-regione, con la chiusura del reparto di lungodegenza R.s.a. che prenderebbe, sempre da indiscrezioni, la via della Valmerula” spiega il consigliere regionale Marco Melgrati.
“Positiva invece la notizia dell’accoglimento dell’istanza, da noi ripetutamente presentata in Consiglio Regionale, dell’apertura, sempre dal 1° di Maggio di un ambulatorio dipartimentale pubblico di Ortopedia per i residenti della Provincia di Savona, gratuito o con tiket a seconda delle fasce di reddito. Questo va a completare un percorso completamente pubblico e gratuito, anche se in sinergia con il privato, che vede la visita preliminare, l’intervento e poi la riabilitazione” precisa Melgrati.
“Al di là dell’apprezzamento per lo splendido lavoro e per i risultati del reparto di eccellenza di Ortopedia del G.s.l., privato ma pubblico nei fatti, che opera gratuitamente in convenzione con l’Asl fino a oggi i pazienti delle province di Imperia e Savona, e che ha operato risparmi considerevoli riducendo al minimo il fenomeno delle fughe fuori regione, realizzando un risparmio per la Sanità regionale di circa un milione e mezzo di euro, esiste la preoccupazione per la sorte della R.s.a. dell’ospedale di Albenga. Infatti, pur avendo sempre sostenuto che questo reparto non si conciliava con un ospedale per acuti, non vorremmo che emigrasse da Albenga, dopo averlo perso ad Alassio” è l’allarme lanciato dal consigliere regionale del Pdl.
“Lo spostamento ad Andora sarebbe traumatico, perché Andora non può essere baricentrica rispetto al bacino di utenza albenganese. Avevamo indicato nel passato la soluzione dell’Istituto Trincheri, dove esiste un piano libero. Ma una alternativa esiste, e metterebbe in condizione di potenziare il reparto di riabilitazione dell’ospedale di Albenga, propedeutica all’ampliamento dell’attività operatoria del reparto di eccellenza del G.s.l.: portare i posti letto della riabilitazione privata della Clinica San Michele in ospedale, facendoli diventare pubblici, magari assorbendo il personale che già qui lavora, e spostare la R.s.a. di lungodegenza alla Clinica San Michele, in convenzione con i privati della clinica stessa” propone Melgrati.
“In questa maniera si otterrebbe il risultato di ottimizzare le risorse, unificare la Direzione del reparto di Riabilitazione post operatoria, con un unico indirizzo e con le indubbie capacità e professionalità presenti nel pubblico oggi nel reparto ospedaliero. Ne gioverebbe anche la qualità del percorso di recupero dei pazienti, con una unica regia, a stretto contatto con i professionisti che hanno operato i pazienti, sotto un unico tetto, quello dell’ospedale Santa Maria di Misericordia. Sinergia, programmazione, ottimizzazione dei risultati e dei costi”.
“In questa maniera si salvaguarderebbero anche i livelli di occupazione, addirittura potenziandoli, della clinica San Michele, aumentando il peso del pubblico in un reparto ospedaliero che è già di eccellenza (lo dico anche per esperienza personale) ad Albenga, quale quello della rieducazione. Ho depositato una interrogazione in Consiglio Regionale all’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo per conoscere le reali intenzioni dell’amministrazione regionale, sia in ordine allo spostamento della R.s.a. sia per verificare se questa ipotesi, da me formulata, possa trovare l’accoglimento della maggioranza di centro sinistra. Sicuramente sarebbe una operazione di buon senso” conclude Melgrati.