
Albenga. Erano gli spacciatori più richiesti della Piana. Quelli che potevano offrire “roba buona” in qualsiasi momento e in quantità elevate. Bastava avere a disposizione denaro contante ed era fatta. Perché i quattro erano capaci, oltre all’hashish, di far girare mezzo chilo di cocaina a settimana nell’Albenganese, e anche più a ponente, per un giro d’affari che toccava i 50 mila euro ogni sette giorni.
Marco Fabretti, sanremese di 36 anni, incensurato, era il corriere della droga che, dalla Lombardia, arrivava in Liguria. I suoi tre complici erano tutti marocchini, due dei quali con precedenti specifici: Mohamed El Fellahi e Iliasse Dakiri, entrambi diciottenni, e Rahal Dakar, di 35, tutti residenti a Laigueglia. La loro base era il bosco che si trova tra Albenga e Cisano Sul Neva, nella zona di Torre Pernice, e da cui prende il nome l’operazione “Woods” dei carabinieri del Nucleo Operativo di Albenga, guidati dal capitano Michele Morelli.
Era qui che la banda portava la droga proveniente da Bergamo, la tagliava, e organizzava la vendita. I militari dell’Arma tenevano d’occhio da tempo i quattro, indicati, da voci di paese, come i numeri uno dello spaccio in zona. E infatti è bastato pedinarli per arrivare al loro nascondiglio.
Qui, nelle settimane scorse, i carabinieri hanno trovato 5 chili di hashish e 50 grammi di cocaina, sottraendone di nascosto una quantità sulla quale gli spacciatori non devono essersi fatti troppe domande. Poi hanno atteso il viaggio “lombardo” per tendere una trappola alla banda.
Ieri i carabinieri, travestiti da cacciatori, hanno atteso il momento propizio: mentre due (l’italiano e un marocchino) erano di ritorno da Bergamo con la droga, hanno pedinato gli altri due spacciatori che stavano di guardia nella zona tra Campochiesa e Salea d’Albenga, all’altezza del casello dell’autostrada, dove avveniva la consegna della droga. Di qui, gli arresti e il sequestro di 600 grammi di cocaina.
Gli arrestati avevano dunque escogitato un sistema oliato, utilizzando il corriere italiano, trasportando la cocaina sino a una piazzola dell’autostrada nei pressi di Albenga dove scendevano dal mezzo per infilasi nel bosco mentre gli altri componenti della banda li aspettavano per nascondere lo stupefacente nella fitta vegetazione. I loro accorgimenti non sono però bastati per evitare loro le manette.