
Savona. Esposto presentato alla Capitaneria di Porto di Savona da parte del sindaco di Giustenice Ivano Rozzi per la numerosa presenza nel tratto di mare tra Pietra Ligure, Borgio e Finale di “finte” boe galleggianti che indicano la presenza dei pescatori, che in realtà non ci sono: sarebbero decine le bandiere e i gavitelli utilizzati per segnalare le poste di reti e palamiti abbandonati senza alcuna ragione.
Il tutto visibile anche dall’Aurelia e dalle spiagge, tra i 10 ed i 50 metri dalla riva. Questi segnali risultano lasciati sul posto probabilmente per preservare tali tratti da altri pescatori, soprattutto amatoriali. Altri sostengono che questi pescatori professionali, calando chilometri di reti da posta (panno e barracuda) utilizzino questi segnali per dissuadere chiunque pescatore dal calare in prossimità, ma addirittura per segnalare le reti calate e non ingombrare l’imbarcazione da decine e decine di gavitelli e cime, soprattutto, marcando il punto per la “cala” di prossimità.
Per il sindaco di Giustenice si tratta di una “dissuasione della pacifica, libera e regolamentata attività dei tanti amatoriali appassionati pescatori”. La Guardia Costiera savonese, ricevuta ieri sera la segnalazione, avvierà i controlli e le verifiche nel tratto di mare in questione: rimane la “guerra” tra pescatori professionisti e diportisti o pescatori amatoriale, solo due mesi fa si erano verificati episodi simili a Varazze.