
[thumb:4374:l]Albenga. Agguato in piena regola intorno alla mezzanotte di ieri sul Lungo Centa ad Albenga. Un’aggressione feroce maturata nell’ambito di vecchie ruggini fra famiglie rivali di nordafricani, da tempo ormai stanziate sul territorio. Due fratelli marochini sono stati raggiunti da due auto mentre stavano passeggiando sulla via che costeggia il fiume. Dalle vetture sono usciti cinque connazionali, tutti appartenenti ad un gruppo familiare antagonista, che armati di bottiglie, bastoni e pietre si sono scagliati contro i due immigrati con lo scopo di far loro pagare qualche torto precedentemente subito. Uno dei due “bersagli” è riuscito a scappare dandosela a gambe levate, mentre il fratello è finito sotto i colpi furiosi degli assalitori. Gli hanno spaccato alcune costole, lussato una spalla e fatto saltare quasi tutti i denti. Le urla sempre più strazianti dell’aggredito, poi, hanno indotto i cinque aggressori a ritornare alle macchine per fuggire prima dell’arrivo di qualcuno.
Il magrebino malmenato è stato soccorso dai militi della Croce Bianca e trasportato all’ospedale Santa Maria di Misericordia, dove si trova attualmente ricoverato. I medici del nosocomio gli hanno certificato una prognosi di 30 giorni. Immediate le indagini dei carabinieri, coordinati dal capitano Sandro Colongo, per risalire agli autori del barbaro pestaggio, che sono stati presto individuati. Si tratta di M.M., 31 anni, B.M., 35, A.M., 26, I.M., 50, A.M., 33, tutti incensurati, regolari sul territorio e residenti nel centro ingauno. Sono legati fra loro da vincoli di sangue, appartenendo fra loro ad un’unica famiglia che avrebbe studiato a tavolino l’attacco ai due fratelli della famiglia rivale. I cinque sono stati associati alle case circondariali di Imperia e Savona a disposizione dell’autorità giudiziaria (del caso di occupa il pm Danilo Ceccarelli). I cinque extracomunitari devono rispondere di tentato omicidio.
Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire nel dettaglio le ragioni della violenza e l’episodio è circondato ancora da una cortina di riserbo. Fondamentali la testimonianza dell’aggredito ma anche del fratello scampato all’assalto, entrambi incensurati e in regola con i permessi di soggiorno. Resta alta l’attenzione affinché non si verifichino ulteriori ritorsioni fra i due gruppi, che potrebbero innescare una faida incontrollabile.