
Savona. Sfilata di testimoni questa mattina nel processo che vede a giudizio l’ex sindaco di Alassio (oggi consigliere regionale) Marco Melgrati per la vicenda delle multe elevate dalla Guardia di finanza ai gestori delle spiagge libere attrezzate (Sla) della città del Muretto e da lui poi revocate.
Il caso delle sanzioni cancellate risale al 2008: secondo la Procura Melgrati è responsabile di abuso d’ufficio perché, nella sua qualità di sindaco di Alassio, “aveva avocato a sè i procedimenti amministrativi relativi ai verbali di contestazione” elevati dalla Guardia di finanza nei confronti dei gestori delle Sla (Spiagge libere attrezzate) di Alassio, che rientravano invece – “in assenza di diversa previsione regolamentare” – nelle competenze del dirigente del settore demanio. Inoltre, sempre secondo il capo d’imputazione, il sindaco aveva adottato provvedimenti di archiviazione “privi di motivazione o comunque con motivazioni meramente apparenti”, utilizzando come fondamento dei provvedimenti in questione “circostanze di fatto palesemente in contrasto con quanto rilevato dalla Guardia di finanza nei relativi verbali”.
Una condotta attraverso la quale, sempre secondo l’ipotesi della Procura, Melgrati avrebbe “intenzionalmente provocato un ingiusto vantaggio patrimoniale” ai gestori delle spiagge che si erano visti annullare le sanzioni e, nello stesso tempo, aveva procurato un danno patrimoniale al Comune che non aveva incassato i pagamenti delle multe. In particolare all’ex sindaco vengono contestate 21 ordinanze sindacali, emesse tutte tra il 2005 ed il 2008 per sanzioni relative al 2005, con le quali ha archiviato altrettante multe. Il consigliere regionale del Pdl ha sempre sostenuto di avere titolo per firmare l’annullamento.
“Se avevo l’autorità per comminare le multe, l’avevo anche per revocarle – aveva detto -. Bisogna infatti ricordare che a suo tempo, dagli uffici, mi venne detto che la firma in calce alle sanzioni richieste dalla Finanza doveva essere la mia. Io ero perplesso, ma la cosa mi venne confermata. Multe che vennero regolarmente pagate. In un secondo tempo, per le stesse vicende, le sanzioni vennero previste anche per le persone fisiche e in questo caso, stando ai pareri degli uffici e alle memorie presentate dagli interessati, trattandosi di un ‘duplicato’ delle sanzioni, ho deciso di revocarle ritenendo in buona fede di poterlo fare”.
Tesi sulla quale la Procura non concorda, sia perché sulla questione a suo tempo l’avvocato del Comune diede parere contrario, sia perché c’e’ un’inchiesta che riguarda proprio i passaggi di gestione delle spiagge tra società e privati, che in qualche caso sarebbero avvenuti in violazione delle specifiche norme (l’articolo 45 bis) del Codice della navigazione.
Questa mattina in aula sono stati ascoltati alcuni degli investigatori (un luogotenente della Finanza e un capitano della Guardia Costiera) che si sono occupati della vicenda. In particolare il finanziere ha ricordato quali violazioni avevano rilevato nella gestione delle spiagge prima di emettere le sanzioni. A deporre in aula è stato poi un funzionario dell’ufficio tecnico del Comune di Alassio che ha confermato le modalità con cui quelle multe furono annullate. A fare la richiesta, secondo il testimone, fu il sindaco Melgrati che poi firmò anche i provvedimenti. Prossima udienza il 13 novembre.