
Bardineto. “Ciao Capitano”: due grandi striscioni accolgono parenti e amici giunti nella chiesa parrocchiale di Bardineto per salutare Paolo Ponzo, il giocatore di serie A e B e orgoglio del Savona Calcio, morto domenica scorsa lungo il tragitto della gara podistica “Maremontana”.
Una chiesa gremita con tante persone che sono costrette a rimanere all’esterno per dare l’addio a un grande sportivo dal cuore generoso e umile. Ci sono anche le delegazioni delle squadre giovanili del Savona e del Modena, molti volti legati ai biancoblù, dal mister Ninni Corda all’ex allenatore Iacolino all’ex team manager Cavaliere, fino agli organizzatori della “Maremontana” che Paolo aveva contribuito a promuovere, per arrivare ai sindaci di Bardineto, Calizzano, Cairo Montenotte e Millesimo, all’assessore savonese Elisa Di Padova e a quello provinciale Bussalai. E poi tanti calciatori, da Marco Nappi legato al Savona Calcio e che ha militato anche in serie A a Marco Ballotta ex portiere della Lazio, del Modena e di altre grandi squadre.
Sul feretro campeggiano le maglie delle squadre in cui Paolo ha militato e in cui ha lasciato un segno, non solo “sportivo”. Perché qui è soprattutto l’uomo, l’amico, a mancare, e la commozione è grandissima.
Nell’omelia il parroco ha ricordato a livello personale Paolo, raccontando dell’ultimo Natale in cui il campione ha preparato il presepe nella chiesa parrocchiale con l’idea di crearlo tutto avvolto di paglia, come segno di accoglienza per Gesù. “Paolo – ha detto don Adriano – era un credente, una persona leale: quando giocava a calcio era rispettoso delle regole e dello spirito sportivo. Mai un cartellino giallo, è stato coerente fino alla fine, ha iniziato una gara e voleva finirla a tutti costi. I giovani presenti oggi sono una testimonianza dei valori che Paolo ha saputo trasmettere. Davanti al dramma di questa morte dobbiamo cogliere il suo messaggio di coraggio e correttezza”.
Alla fine della funzione, Paolo viene accompagnato da un lungo applauso verso il cimitero di Bardineto.