
Giustenice. La storia del Ristorante “Capalla” si snoda in 65 anni di tradizione gastronomica, con un traguardo che quest’anno segna un legame ininterrotto con il territorio: Giustenice e la Val Maremola.
Dall’idea maturata nel dopoguerra da Felice Lodo, con il sostegno della moglie Teresa Serrato, entrambi giusteniesi, nasce nel 1948 il “Bar Ritrovo Capalla”, che trae la denominazione dal soprannome assegnato al ristoratore già dai tempi del servizio militare. Ed è proprio durante la leva che Felice Lodo, impegnato come magazziniere in una casermetta ai confini della Francia, comincia a pensare all’apertura di un esercizio pubblico (in quell’epoca aiutava i commilitoni a “passare” Oltralpe i viveri per l’allora transfuga Sandro Pertini). Al ritorno a casa, si concretizza pian piano il proposito di avviare un punto di ristoro, originariamente in via Michele Serrato.
E’ nel 1950 che l’esercizio si sposta in via Trieste, trasformandosi in una trattoria con tabacchi e rivendita di generi alimentari, con annessa e unica postazione di telefono pubblico per il paese. Con la collocazione più favorevole lungo la strada provinciale, anche giovani delle zone limitrofe e viaggiatori di commercio sono attratti dal locale e scoprono piacevolmente la suggestione del borgo ligure. Sono anni di nuove iniziative culinarie, di collaborazioni con le sagre tradizionali, di occasioni danzanti e di allegre ribotte fra amici.
Nel 1962 il ristorante trova la sua posizione definitiva, nella vicina via Besso, dove è tuttora, avviando inoltre il servizio di ricettività: sette camere disponibili in tutte le stagioni. A collaborare con la coppia Lodo-Serrato la figlia Adriana e la zia Orsola Serrato. La sinergia con la vita del paese si traduce in numerose manifestazioni, dalle partite di bocce all’albero della cuccagna, dai semplici giochi all’aperto al meeting di mongolfiere.
Con il matrimonio tra Adriana Lodo e Lino Lammardo (a sua volta proveniente da una tradizione di ristorazione) il locale diventa “Ristorante Pizzeria Capalla”, nel 1972. Il forno a legna anima con il suo calore l’ambiente, interamente modernizzato, aggiungendo ai tradizionali piatti liguri le pizze, carni alla brace e quello che diventerà il prodotto di punta dell’attività: la farinata. Servita nella sua versione originale al rosmarino e via via con altri ingredienti o primizie, per la prima volta in assoluto questa pietanza tipica della cucina ligure diventa disponibile anche d’estate.
Grazie ad un accordo con il mulino di riferimento, “Capalla” riesce ad ottenere farina macinata anche nella stagione più calda e così a preparare e servire la gustosa farinata anche ai clienti estivi. Al locale giungono i primi riconoscimenti nazionali. All’impresa familiare, intanto, si aggiunge anche Michele Lammardo, fratello di Lino, tornato da una lunga esperienza lavorativa in Venezuela.
Un ulteriore rinnovo del locale avviene nel 1980, con l’ampliamento del dehor e l’ammodernamento delle camere per l’ospitalità. Arrivano altri riconoscimenti per la qualità gastronomica e premi da parte dell’Accademia della Cucina, oltre a segnalazioni sulle riviste, quali la “Guida Veronelli”, “A Tavola”, “Il Gambero”, “Grazia”. Successivamente, nel 1998, la famiglia Lammardo-Lodo cede la gestione dell’attività ad Ignazio Erdas, cuoco di esperienza che porta avanti la tradizione consolidata del locale.
Nel 2009 il “Ristorante Pizzeria Capalla” torna alla famiglia d’origine, con i figli di Adriana e Lino: Simone, insieme alla moglie Raffaella Fedele, e Felice, che rinnovano lo spirito della cucina tradizionale ligure, ampliando la gamma delle farinate e traendo ispirazione dalla continuità familiare, nell’impegno della buona tavola e della ristorazione.