
Toirano. Cadute, malori, concorrenti infreddoliti e che decidono di ritirarsi, casi che vengono definiti da qualcuno di “ipotermia”. La “Maremontana” partita da Loano e che è andata in scena oggi sulle alture di Toirano, Balestrino, Boissano, Giustenice, sarà ricordata come un’edizione dalle mille emergenze che hanno tenuto occupati tutto il giorno medici del 118, vigili del fuoco (con tanto di elicottero) e soccorso alpino per numerosi “sos” che si sono susseguiti di ora in ora.
Il maltempo di queste ore e, ancor di più, le inaspettate temperature invernali (in alcuni tratti attraversati dalla gara podistica si parlava di appena due gradi sopra lo zero) hanno messo a dura prova gli atleti che si dovevano misurare su due percorsi impegnativi (uno di 25 e uno di 47 km) in una gara ormai nota anche a livello internazionale, al punto che alcuni hanno optato per il tragitto più breve mentre sono molti quelli che, infreddoliti, hanno deciso di ritirarsi dalla competizione.
Gli organizzatori parlano di decine di casi di concorrenti “congelati” e che probabilmente non erano equipaggiati per affrontare la pioggia e il freddo di queste ore, specificando che il termine “ipotermia” non sarebbe corretto per descrivere le situazioni che si sono verificate. Altri si sono feriti cadendo, in un caso un uomo colpito da infarto è stato soccorso nei pressi del Santuario di Monte Croce di Balestrino.
Fatto sta che la corsa si è svolta in un clima di emergenza continuo, al punto da far sorgere in alcuni un interrogativo: viste le previsioni meteo, non era forse il caso di rimandarla? “Io parlo da spettatore – dice il sindaco di Toirano, Silvano Tabò – dal momento che la Maremontana attraversa il nostro Comune ma l’organizzazione è affidata ad altri. Da quanto ho capito, parlando con chi se ne è occupato, sarebbe stato impossibile rimandarla dal momento che molti atleti sono arrivati appositamente da altri Paesi, come l’Ungheria e l’Olanda; e poi si tratta di sportivi abituati a correre in presenza di pioggia e freddo. Il problema, a quanto mi è stato riferito, è che molti non erano equipaggiati per affrontare temperature in effetti piuttosto rigide. Ho sentito parlare di qualche caso di ipotermia, per ciò che concerne le cadute si tratta di ‘routine’ per gare come questa”.
Tra i partecipanti, ma alla versione più soft di 16 chilometri, anche il vice sindaco di Loano, Remo Zaccaria, che ha concluso la sua camminata in tre ore e 18 minuti. “Non ho vissuto questo clima di emergenza: i gruppi che hanno affrontato i percorsi più lunghi erano composti da circa 600 persone, per cui ho sentito casi di cadute e di persone non preparate a un clima così rigido, ma non parlerei di situazioni gravi. Rimandare la gara? Da quanto so le persone che partecipano a questo tipo di competizioni sono preparate a condizioni avverse, e poi hanno un calendario di gare fittissimo, che, per quanto possibile, deve essere rispettato. In ogni caso, ammirevoli sono stati i volontari che hanno prestato servizio alla manifestazione”.