
Savona. Sono stati interrogati questa mattina i due tunisini, Farhat Aloui, 55, e Mahjoub Bejaoui, 47, e l’albanese, Gentian Sabliqi, di 34, arrestati dalla polizia marittima nell’ambito di un’inchiesta su un giro di extracomunitari (soprattutto tunisini) che arrivavano in Italia grazie a un regolare visto di lavoro, ma ottenuto attraverso la presentazione di documenti falsi. Davanti al gip Emilio Fois Aloui e Bajaoui si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Sabliqi ha scelto di rispondere al giudice per chiarire la propria posizione.
Tutti e tre gli arresti sono stati convalidati, ma il giudice si è riservato di decidere sulle misure di custodia cautelare. Per il momento quindi i tre restano in carcere. Nel frattempo l’indagine della polizia, coordindata dal pm Giovanni Battista Ferro, prosegue: il materiale sequestrato nel corso di una serie di perquisizioni, avrebbe consentito, stando alle poche indiscrezioni trapelate, di individuare altre persone coinvolte nella vicenda, sia presunti complici dei tre arrestati, sia extracomunitari arrivati irregolarmente in Italia, che però sarebbero stati a loro volta raggirati. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, infatti, versavano per il viaggio e le relative pratiche dai cinque ai seimila euro, salvo poi scoprire, una volta nel nostro paese, che per loro non c’era alcuna occupazione.