Regione. “Non c’è più tempo”. Questo il “mantra” del governatore regionale Burlando, che ha chiamato a raccolta i manager pubblici per imprimere un’accelerazione all’uscita dalla crisi e per formulare un’agenda delle priorità economiche da sottoporre al governo.
In molti hanno risposto. Spiega il presidente della Regione: “La risposta così significativa coglie una preoccupazione diffusa, quella che ci sia poco tempo. Non c’è più tempo per uscire dalla crisi del tessuto economico-produttivo. Bisogna assumere decisioni importanti se non si vuole rischiare il default produttivo. Difficile pensare una pubblica amministrazione che non paga le imprese: questo mette in moto una catena perversa con chiusura di aziende e disoccupazione”.
“Accanto alla discussione sulle riforme politiche, dalla legge elettorale al finanziamento dei partiti, si deve aprire la discussione sull’emergenza economica. Ci siamo impegnando come giunta e faremo una dichiarazione finale. Abbiamo notato che spesso basterebbe usare i soldi che ci sono già, non chiederne altri” aggiunge Burlando.
“Abbiamo avuto molti anni in cui la politica ha dato soldi, tanti, sino ad arrivare a questo debito pubblico. Ora siamo in una fase di populismo, sino al paradosso della lettera per il rimborso Imu – continua – Adesso bisogna eliminare complicatezze e lungaggini. La politica deve dare almeno velocità e risposte immediate”.
“La nostra portualità dà allo Stato molte risorse per le accise, 5 miliardi all’anno. Se noi fossimo aiutati ad aumentare i traffici potremmo darne il doppio o il triplo. Si tratta quindi di aiutarci a dare di più allo Stato in termini di fiscalità, e non sono pesi che gravano sulle famiglie” osserva Claudio Burlando.
“Mentre da una parte rispettiamo le regole, dall’altra dobbiamo fare scelte economiche. Sento che il tempo è pochissimo, ma si paga molto” conclude il presidente regionale.