
Regione. In relazione alla grave crisi economica del Paese e della Liguria il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ha preso carta e penna per scrivere ai sindaci ed ai presidenti delle province per invitarli a partecipare ad una iniziativa pubblica fissata per sabato 23 marzo al Palazzo Ducale di Genova, dalle ore 10 alle ore 13. Un confronto aperto sulle conseguenze della crisi economica, proposte per la crescita e coesione sociale. Ne ha parlato lo stesso governatore ligure durante la giunta regionale di questa mattina.
“Il tema al centro dell’iniziativa è questo: è stato certamente giusto – e la Liguria vi si è impegnata con lealtà – avviare con decisione una politica di risanamento finanziario. Ma tale politica doveva essere accompagnata da equità e crescita: questi due elementi sono restati invece in secondo piano, sino a sbiadire completamente” scrive Burlando nella lettera. “Ciò avviene in grande misura per i tagli sempre più forti e poco selettivi imposti alla sanità, ai servizi sociali, alla scuola, al trasporto pubblico. Per una stretta creditizia che penalizza le imprese, per un fisco più pesante che colpisce duramente il lavoro”.
“È indispensabile assumere decisioni capaci di invertire rapidamente un tale trend. In primo luogo per le condizioni di vita dei cittadini, ma anche perché se non si innesca una nuova ripresa economica risulterà rapidamente del tutto vano anche il proposito di risanare i conti pubblici e ridurre il debito. Bisognerà agire in ogni modo possibile per qualificare ma non interrompere del tutto il flusso della spesa pubblica (oggi siamo al blocco della cassa), e per ridefinire i criteri del Patto di stabilità, ora esteso anche ai Comuni con mille abitanti, che blocca investimenti per i quali esistono materialmente le risorse”.
“È inammissibile che non siano pagate le imprese che hanno avuto assegnati lavori in appalto. Così come non è accettabile che vengano meno i fondi per gli ammortizzatori sociali, mentre si parla di forme di reddito garantito generalizzato: ogni risorsa dovrebbe essere indirizzata a progetti capaci di offrire lavoro, prima di tutto alle giovani generazioni. Ma è anche realistico sapere che non potrà essere la spesa pubblica il volano principale di una ripresa” aggiunge ancora il presidente della Regione.
“La Regione Liguria quindi non avanza solo richieste, ma offre al paese tutte le opportunità che il suo sistema economico può costituire anche a beneficio dell’intera comunità nazionale. Crediamo che uno sforzo simile dovrebbe essere fatto da ogni territorio e da tutto il sistema delle autonomie, perché insieme alle scelte nazionali si mettano tutte le energie locali in condizioni di agibilità per svilupparsi pienamente. Dalla Liguria la principale occasione di sviluppo viene da un sistema portuale e logistico che conosce un aumento dei traffici, in controtendenza rispetto alla crisi generale, anche perché è collegato con la realtà economica di aree del mondo dove la crisi non colpisce così come nei paesi dell’Occidente, ma si assiste anzi a una nuova crescita”.