Albenga. Coda polemica per un’accusa, “ironica” o “velenosa” a seconda dei punti di vista, mossa dal consigliere di Albenga C’è Carlo Tonarelli nei confronti di Diego Distilo durante il consiglio comunale di martedì che ha visto la minoranza disertare l’assemblea: “Non vorrei che il consigliere Distilo si fosse presentato solo per avere il gettone di presenza”, aveva esordito nel suo ultimo intervento Carlo Tonarelli provocando le reazioni di disappunto di tutti i consiglieri presenti in aula. Immediata la “censura” del presidente Francesco Papalia: “Voglio sperare che l’affermazione del Consigliere Tonarelli volesse essere solo una battuta perché sa bene che per molte ore di lavoro il gettone è di 25 euro”. “25 euro lordi, precisiamo”, aveva aggiunto lo stesso Tonarelli.
La questione sembrava essersi chiusa con i chiarimenti che si sono poi susseguiti nell’aula consigliare. Ieri, tuttavia, in una nota stampa in cui il consigliere Distilo precisava le ragioni della sua presenza solo momentanea ai lavori dell’assemblea (“Personalmente mi sono presentato in Consiglio Comunale per verificare che vi fossero i numeri legali per approvare tale pratica [relativa al Polo scolastico diocesano, Ndr]. Dopo che il Sindaco mi ha dato tali garanzie ho preferito abbandonare l’aula dando la mia disponibilità al primo cittadino che qualora non vi erano i numeri per approvare tale pratica sarei stato disposto a intervenire”, ha ribadito Distilo), è giunta secca anche una replica alle parole di Tonarelli: “Mi tocca dover fare una precisazione per rendere pubblico di che membri è composta tale maggioranza perché bisogna sapere che dopo che avevo abbandonato l’aula e quindi senza la possibilità di potermi difendere ho subito un attacco dal Consigliere Tonarelli che prima di giudicare gli altri dovrebbe farsi un esame di coscienza e magari essere più coerente tra quelle favole che viene a raccontarci in consiglio comunale e lo svolgimento della sua vita privata senza fare molte considerazioni su abusi edilizi e vari inquinatori dell’aria perché non vorrei che ci trovassimo davanti ad un altro esempio di chi predica bene e razzola male”.
Polemica occasionata da un fraintendimento alimentato anche dagli organi di stampa, secondo Carlo Tonarelli il quale oggi precisa in un comunicato le ragioni delle sue parole: “Il vero obiettivo della mia affermazione”, spiega il consigliere di Albenga C’è, era “quello di far rispondere, senza polemica ma per onore della verità, al Presidente del Consiglio Papalia che un Consigliere Comunale per 4/6 ore di presenza in Consiglio Comunale, per lo studio della materia del contendere (con pratiche anche di notevole difficoltà) e il suo impegno percepisce un gettone di 21 euro a Consiglio”. “Quest’anno – seguita la nota di Tonarelli – il sottoscritto come gli altri Consiglieri di maggioranza e di minoranza ha ricevuto ‘uno stipendio annuo’ di 236 Euro. I cittadini devono sapere quali sono i reali costi della politica locale (ho verificato che la maggioranza crede che percepiamo 300-400 euro al mese). Un assessore comunale, a tempo pieno, prende uno stipendio di 1000 euro mensili, e il nostro Sindaco Tabbò, che lavora dalle 8 alle 14 ore al giorno 2500 euro mensili! Questi sono i costi della politica locale, della politica ‘vera’ intesa come servizio alla comunità”.
L’intervento di Tonarelli, che si conclude con un appello, vuole essere anche un esplicito invito, “a tre giorni dalle votazioni”, a far riflettere in un clima di antipolitica talvolta esacerbato e un po’ confuso, “chi non vuole andare a votare nauseato, forse anche giustamente, dalla politica nazionale, da un sistema elettorale vergognoso che ha tolto il voto di preferenza e quindi il diritto democratico di decidere i candidati che vengono tutti catapultati da Roma”. “La democrazia nella comunità locale è a costi bassissimi e comporta un impegno non indifferente a chi la segue attivamente. Quindi – conclude Tonarelli – un appello: superate il senso di disgusto e andate a votare, qualunque sia la vostra scelta. Sosteniamo comunque il nostro, imperfetto sistema democratico, la Cina non è lontana”.