“Non riesco a trovare un oggetto degno alla presente mail per descrivere quanto mi è accaduto. Nel pomeriggio parcheggio l’auto in via Guidobono tra Via Luigi Corsi e Via Verzellino quando alle 16.35 ritorno per andare ad un appuntamento di lavoro il pezzo di strada è stato chiuso per lavori.
Chiedo quindi gentilmente ad una agente della municipale se per uscire e poter andare a lavorare devo percorrere il pezzo di via Guidobono in retromarcia, e la risposta è sorprendente: devo aspettare che finiscano di lavorare e poi potrò andarmene.
Faccio allora notare che non posso aspettare perchè ho un impegno lavorativo e la risposta dell’agente è che non è un problema suo che aspetto e basta. Vedendomi irritato i signori dell’azienda che stava intervenendo con la gru, con grande educazione e grande comprensione, mi aiutano nel fare retromarcia e raggiungere l’incrocio.
Nel frattempo per completare l’escalation di maleducazione l’agente dice testualmente: ‘ringrazi questi signori perchè fosse stato per me ci restava’. Mi chiedo: ma un agente di polizia municipale non dovrebbe agevolare la circolazione e il transito e comunque aiutare i cittadini? Ma è possibile avere per le strade persone che non conoscono le leggi (non mi si può impedire di andare a lavorare in una situazione non di emergenza e in una strada dove al mio arrivo mezz’ora prima non c’era nessun avviso dell’imminente operazione) e inoltre maleducate e per nulla disponibili a risolvere un disagio (cosa per cui sono pagati )?
Vi sembra normale che siano dovuti attivare i signori che erano lì per fare un altro lavoro invece di un agente che è li per quello e che se vogliamo dirla tutta quando sono arrivato parlava beatemente al cellulare invece di controllare che le operazioni si svolgessero in sicurezza?”.
Matteo M.