
Savona. “Si è tenuto il presidio dei lavoratori della nostra provincia presso la Prefettura di Savona per richiamare l’attenzione delle autorità e delle istituzioni sulla necessità di garanzie e certezze a fronte della disastrosa situazione riguardante le cassintegrazioni che interessano almeno 800 lavoratori. In un contesto sociale come quello offerto dalla crisi economica, che le famiglie e i lavoratori italiani stanno affrontando, le istituzioni, serve dei ricatti di bilancio di capitali industriali e finanziari, non sono in grado di garantire il sostentamento minimo alle vittime delle leggi spietate del libero mercato e della massimizzazione del profitto”. Lo sottolinea Cristian Briozzo del Partito Comunista dei Lavoratori di Savona.
“Le cassintegrazioni vengono utilizzate dalle imprese che vogliono licenziare per scaricare sulle spalle delle agenzie previdenziali le loro ‘politiche di razionalizzazione’ e la loro caccia al mercato più profittevole. I cassintegrati sono lavoratori che avrebbero potuto e dovrebbero pretendere le nazionalizzazioni e il controllo operaio di tutte quelle imprese che gestiscono vite umane come merci, la cui sorte viene sancita da leggi di domanda-offerta funzionali alla caccia del massimo profitto per chi detiene i mezzi di produzione” prosegue.
“Siamo e saremo sempre, come abbiamo dimostrato con la presenza di nostri militanti e compagni, peraltro colpiti anch’essi da questa sorta di limbo esistenziale, con tutti i lavoratori che subiscono e si trovano a dover accettare questo contentino a termine, frutto di sterili concertazioni sindacali con padroni pronti a sfregarsi le mani alla possibilità di calmare le acque della rabbia sociale scaricandone i costi economici e lanciandosi verso nuove opportunità di profitto. La soluzione per questi lavoratori come per tutti gli italiani è e può essere solo una: la rivoluzione sociale che, attraverso un piano di nazionalizzazioni e espropri, garantisca lavoro a tutti rendendo gli stessi lavoratori i reali amministratori delle loro aziende collettivizzate e socializzate” conclude Briozzo.