
Regione. Questa mattina si è svolto in Regione un incontro fra i delegati sindacali di Amt, il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone, alcuni consiglieri regionali e capigruppo, fra cui Antonio Miceli, Raffaella della Bianca e Aldo Siri, e l’assessore ai trasporti Enrico Vesco.
Nel corso del dibattito, in cui sono intervenuti i rappresentanti sindacali del settore per Faisa Cisal, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e l’assessore Vesco, il presidente Monteleone si è impegnato a inserire dalla prossima settimana il disegno di legge sul riordino del trasporto pubblico locale nella programmazione dei lavori del Consiglio regionale.
Questo disegno di legge, invocato dai lavoratori del Tpl, porterebbe alla costituzione di un unico bacino e sarebbe propedeutico alla nascita di un’azienda unica di trasporto pubblico di gomma in Liguria.
Rispetto a questo provvedimento l’assessore ai trasporti Enrico Vesco ha spiegato: “E’ mia intenzione portare a compimento questa riforma, ma non bisogna nascondere il fatto che ci sono delle difficoltà, altrimenti la legge sarebbe già stata approvata. Non tutti e non tutte le parti in gioco sono d’accordo. Ricordo che il Cal, della quale fanno parte Province e Comuni, ha votato contro. Bisogna però trovare un punto di incontro, un compromesso. Ritengo che in questa fase sarebbe già accettabile arrivare ad una legge che riduca gli attuali bacini da cinque a tre”.
Nel suo intervento l’assessore ha puntualizzato che le risorse per il trasporto pubblico locale sono insufficienti e che, vista la situazione attuale, è difficile trovare fondi aggiuntivi. Vesco ha, inoltre, sottolineato che questo settore ha subito tagli di entità di gran lunga minori rispetto alle altre poste di bilancio e ha chiarito che il trasporto su gomma non ha registrato alcuna penalizzazione rispetto a quello su ferro. Ribattendo alle obiezioni di alcuni rappresentanti sindacali, infine, Vesco ha puntualizzato che la Regione ha rispettato l’accordo siglato il 17 gennaio 2012, relativo al mantenimento del livello delle risorse da assicurare al settore: “Altri non hanno fatto fronte a causa delle ben note difficoltà economiche nelle quali versano le amministrazioni locali”. L’assessore ha quindi lanciato un allarme, che riguarda tutto il mondo del lavoro ligure, circa l’entità dei fondi disponibili per coprire la cassa integrazione in deroga: “Con la disponibilità attuale – ha ribadito – si arriverà a malapena a giugno”.
Numerosi gli interventi dei sindacalisti. Andrea Gatto (Faisa Cisal) ha ricordato che le istituzioni avevano sottoscritto un accordo poco più di un anno fa con le organizzazioni sindacali in cui si impegnavano a stanziare nel 2013 le stesse risorse impegnate nel 2012, ma che questo non è avvenuto: «Il settore è abbandonato a sé stesso, bisogna trovare soluzioni perché le aziende non vadano a bagno. Da due anni si discute inutilmente della legge regionale sul trasporto pubblico locale: chiediamo la creazione di un bacino unico propedeutico alla creazione di un’azienda unica. Se questa si farà, vista la situazione finanziaria, nell’immediato non chiederemo per i dipendenti lo stesso trattamento da Imperia alla Spezia.
Emilio Costanzo (Filt-Cgil) ha riassunto le richieste del sindacato: “Vogliamo un tavolo permanente sul trasporto pubblico locale; una politica unitaria e intermodale dei trasporti che gestisca ferro, gomma e parcheggi; risorse per impedire il fallimento delle aziende; la rapida approvazione della legge; il ripristino del biglietto integrato e garanzie per tre anni di redditi e occupazione dei lavoratori, altrimenti sarà un problema di ordine pubblico”.
A queste richieste ha replicato subito l’assessore ai trasporti Vesco: “Nel 2013, purtroppo, non abbiamo gli stessi finanziamenti del passato, ricordo che il riparto dei fondi nazionali per il trasporto pubblico è annuale e noi stiamo ricevendo solo adesso i soldi del 2012. Per fare una legge è necessario, però, il consenso e sul bacino unico non c’è unitarietà d’intenti neppure nei sindacati”.
“I Comuni sono gli azionisti, ma la Regione è la regista del trasporto pubblico – ha ribattuto Antonio Cannavacciuolo (Uil-Trasporti) – quindi deve fare la sua parte e deve farlo entro tre mesi: i mezzi non ricevono la manutenzione dovuta e l’eventualità che accadano incidenti gravi è concreta. I soldi per la cassa integrazione si stanno esaurendo, a maggio si rischia di non poterla più erogare, le aziende possono coprire gli stipendi fino a giugno, se non avranno integrazioni si passa ai licenziamenti e a settembre si avranno i fallimenti delle aziende”.
Nel dibattito sono intervenuti anche Floris Galvan (Filt-Cisl), che ha criticato la mancanza di un esito positivo degli incontri avuti sulla crisi del trasporto pubblico locale con la Regione, mentre Luca Lagormarsino (Ugl) ha ribadito l’importanza strategica del trasporto pubblico e ha lamentato l’assenza di chiarezza da parte dell’amministrazione regionale sulle strategie da seguire.
Antonio Miceli, capogruppo del Pd, al termine del dibattito ha proposto una calendarizzazione stretta dei lavori dell’Assemblea per affrontare entro un mese in Consiglio regionale la legge sul riordino del trasporto pubblico.