
Vado Ligure. La Regione chiede al Ministero dell’Ambiente una delucidazione interpretativa sull’AIA, cercando di tamponare gli effetti del ricorso al Tar laziale presentato dai Comuni di Vado e Quiliano per bloccare l’operazione Tirreno Power.
Spiega l’assessore regionale Renata Briano: “I Comuni di Vado e Quiliano hanno sollevato un problema di interpretazione. Noi come Regione ribadiamo il percorso che abbiamo effettuato con le delibere di giunta e che io e l’assessore Guccinelli abbiamo portato a Roma in sede di AIA. C’è in questo il ragionamento ambientale con le nuove tecnologie, il nuovo gruppo, rifacimento dei vecchi e l’eventualità del terzo soggetta ad un nuovo iter autorizzativo”.
“Gli enti comunali – prosegue – ritengono ci sia un dubbio di interpretazione. In questi giorni ci siamo mossi per salvaguardare quanto abbiamo deciso. Abbiamo quindi scelto una strada, scrivendo al Ministero dell’Ambiente per farci mandare un’interpretazione autentica di quello che ci dovrebbe essere scritto nell’AIA e che oggettivamente noi già vediamo. Ma è giusto che abbia voce il Ministero”.
Di fatto, poi, la Regione puntualizza che l’autorizzazione alla demolizione e ricostruzione è stata rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico, mentre quello dell’Ambiente con l’AIA si limita all’argomento delle emissioni atmosferiche. “Spero che la risposta dal Ministero possa sortire un effetto chiaro, aiutandoci sulla nostra linea” conclude l’assessore Briano.
Il governatore regionale Claudio Burlando ha espresso amarezza in giunta, stamane: “Dispiace per questo intervento dei sindaci di Vado e Quiliano, perché l’operazione darebbe un miglioramento ambientale enorme”. “La copertura dei parchi – ha puntualizzato – è stata imposta dalla conferenza dei servizi, ma come corollario all’intervento di ammodernamento della centrale. Se si immaginava presto un pronunciamento del Tar sui vecchi ricorsi, adesso si riparte da capo e tutto si rimette in discussione”.
Profonda preoccupazione è stata espressa oggi dalla direzione di Tirreno Power per il ricorso: “Questa decisione – hanno sottolineato i vertici di TP – dilata ulteriormente i tempi per avere l’esito circa i ricorsi presentati. Il progetto avviato nel 2007, arrivato dopo 5 anni di istruttoria a conclusione nel 2012, ha dovuto registrare un primo ricorso 12 mesi fa, che è ancora in attesa di una prima udienza. Un ulteriore ricorso amministrativo, questa volta contro l’AIA ovvero contro un provvedimento molto severo che impone miglioramenti ambientali degli impianti esistenti con oneri per la società di ben 700 milioni di euro, rischia di creare le precondizioni perché il progetto e le risorse necessarie siano destinate altrove”.