
Liguria. Marco Melgrati, Capogruppo del Pdl in Regione Liguria, sull’onda del risultato elettorale ha scritto al presidente Silvio Berlusconi a nome di tutti i consiglieri regionali del gruppo: “Il presidente Berlusconi ci ha permesso, ancora una volta, di essere parte di un progetto, orgogliosi di rappresentare uno schieramento politico, i moderati, il centro-destra, il popolo delle partite iva, della piccola e media impresa, delle professioni, degli artigiani, di tutti quelli che credono nel merito e non nel diritto, e ancora una volta ci ha fatto vivere un sogno”. Con queste parole conclude la sua missiva a Berlusconi, il consigliere regionale che non manca di evidenziare il fatto che da questa campagna elettorale si deve ripartire ma è necessario riflettere sui dati emersi dalle urne “una maggiore attenzione nella preparazione delle liste, con un occhio attento ai territori e alla classe dirigente locale del partito avrebbe sicuramente dato più spinta ad una campagna elettorale che Berlusconi ha condotto da solo”.
Melgrati fa appunto l’esempio della Liguria: “dove – spiega – si è preferito dividere invece che unire. Su tre parlamentari uno solo potrà rappresentare a pieno titolo la Liguria nei due rami del Parlamento. Questi errori non devono più accadere, e per vincere dobbiamo mettere in campo le migliori risorse di quella dirigenza politica che si è formata negli anni, che è cresciuta nello spesso oscuro lavoro delle amministrazioni locali, che si è radicata nel territorio; tutti “insieme” per un grande progetto, quello che Berlusconi ben ha saputo descrivere e interpretare in campagna elettorale”.
Il capogruppo del Pdl rimarca che: “dopo una campagna condotta praticamente da solo contro tutti, Berlusconi, battendosi come un leone, ha portato a ribaltare un pronostico che vedeva il Pdl e la coalizione da lui guidata soccombere, arrivando a far “tremare” il presunto smacchiatore Bersani e tutto l’apparato del Pd, a evidente dimostrazione che l’elettorato del centro destra vuole delle risposte concrete”.
Sul Movimento 5 stelle poi aggiunge: “Grillo è in agguato per tentare di demolire quello che resta di una classe politica responsabile, con i suoi slogan e i suoi insulti senza costrutto, con la sua demagogia spicciola che però fa presa su una Nazione ai minimi termini economici e che non sa più sorridere e sperare. Un Italia ai minimi termini a causa di un Governo Monti scellerato, che esprimeva, attraverso il suo premier, la deriva illiberale di un primo ministro non scelto e non votato dai cittadini, e che chiedeva lacrime e sangue senza nulla dare in cambio”.