
Quiliano. “La Mosca. Almeno un milione di scale” della savonese Chiara Tessiore, che dopo i suoi studi all’Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe di Udine è tornata nella sua città natale con uno spettacolo suggestivo ed emozionante dedicato al poeta Montale, andrà in scena domani al Teatro Nuovo di Valleggia con la direzione artistica di Salamander.
Lo spettacolo, che vede in scena le attrici Chiara Tessiore e Federica Ombrato, con la supervisione registica del grande maestro francese Jean Paul Denizon, presenta un Montale non scontato, umano, con le sue insicurezze, raccontatoci attraverso gli occhi, la ragione e il cuore di Drusilla Tanzi, detta Mosca, la donna che stette al suo fianco per decenni, vivendo un amore tormentato.
“Mosca rincontra in un percorso denso di suggestione e ricordi le “altre” donne, le amanti di Montale, quali Maria Luisa Spaziani, grande intellettuale tre volte candidata al Nobel per la letteratura e soprannominata Volpe, Arletta, giovane villeggiante con la quale un Montale ragazzo trascorreva le vacanze a Monterosso, l’americana Irma Brandeis detta Clizia, studiosa di letteratura italiana, insegnante al Sarah Lawrence College e alla Columbia University” si legge in una nota della compagnia Salamander..
“Drusilla Tanzi, Mosca, moglie del famoso critico d’arte Marangoni, soprannominata così a causa di una forte miopia che la costringeva a portare occhiali dalle spessissime lenti, conosce e ospita a casa sua Montale nel 1927 e ne diviene la compagna per poi andare a convivere con lui dieci anni dopo. Sarà solo nel 1962 (quando rimane vedova di Marangoni) che i due si sposeranno, ma l’anno seguente Mosca, che aveva dieci anni più di Montale, morirà. Mosca era a conoscenza delle fughe d’amore del poeta, ma le contrastava proprio perché non riusciva ad ammettere nel compagno una passionalità di cui non sospettava l’esistenza. Dopo la sua morte Montale non scrisse più per alcuni anni, per poi uscire con la raccolta Xenia, a lei dedicata, dove, questa volta, sarà lei l’unica Musa”.
Dice la regista e autrice Chiara Tessiore: “Questo spettacolo non vuole essere una biografia, né tantomeno un’analisi critica della poesia di Montale; lasciamo da parte il grande poeta, il premio Nobel, la Storia ( quella con la maiuscola). Ciò che vogliamo raccontare è la storia di chi ha vissuto l’uomo Montale, la sua paura del buio, la sua buffa ironia, la sua esistenza quotidiana, vogliamo riflettere su come possa essere pesante una presenza e asfissiante un’assenza. Vogliamo parlare di donne speciali , immaginare che si incontrino per sondare cosa sia davvero importante, cosa resti quando tutto il resto passa”.