
Carcare. Nel novembre del 2000, in una partita valida per la Coppa Italia di Serie A1 maschile tra Cuneo e Padova, accadde un evento clamoroso. I veneti vinsero 3-2 all’andata, i piemontesi risposero al ritorno con lo stesso risultato.
Gli arbitri, in un primo tempo, assegnarono la vittoria al Cuneo per il maggior numero di punti segnati. Poi, dopo un consulto, scoprirono che andava giocato il sesto set. Gli atleti furono richiamati dagli spogliatoi e, in un palasport ormai deserto, giocarono lo spareggio, che fu vinto da Padova.
Nel campionato provinciale savonese Under 18 femminile è accaduto qualcosa di simile, con una differenza: la squadra ospite, anziché essere richiamata in campo dagli spogliatoi, è stata costretta a tornare a giocare il set di spareggio ben undici giorni dopo.
Carcare, martedì 12 febbraio. Le biancorosse del presidente Claudio Balestra battono il Volley Team Finale, con il risultato di 3 a 1. All’andata erano state le finalesi ad imporsi, con identico parziale. La sfida è valida per i quarti di finale ed è necessario determinare una vincitrice. Dopo un lungo conciliabolo, i segnapunti e i dirigenti presenti procedono al conteggio complessivo dei punti realizzati che, per una sola lunghezza, premiano il Carcare. Esultano le valbormidesi, mentre le finalesi rientrano a casa con un grande rammarico per il modo in cui sono state eliminate.
Nei giorni successivi, però, è emerso che tale discriminante è utilizzata in altri campionati, mentre nell’Under 18, in caso di parità, si deve procedere ad un set supplementare di spareggio sulla distanza dei 15 punti.
Il giudice unico della Federvolley savonese, Roberto Galatolo, ha chiesto delucidazioni all’Ufficio campionati di Roma, dal quale ha avuto la conferma: occorre disputare il “golden set”. La società finalese ha così ottenuto la possibilità di giocare il parziale decisivo.
Il set si sarebbe dovuto giocare cinque minuti dopo il termine della doppia sfida, invece è andato in scena dopo undici giorni. Le indicazioni della federazione hanno imposto che sia le squadre che i dirigenti e i segnapunti fossero gli stessi della gara di martedì 12.
Sabato pomeriggio le carcaresi guidate da Luca Bertola e le finalesi condotte da Marco Savio si sono ritrovate di fronte. A spuntarla è stata la Casa del Mobile Carcare che, con un netto 15 a 6, ha piegato il Finale, lasciando alle spalle le varie polemiche che si erano accumulate in settimana.
Questa volta è certo: domenica 3 marzo le valbormidesi potranno disputare la semifinale, alle ore 10,30, contro l’Alassio.
Sul sito della Pallavolo Carcare, i dirigenti biancorossi si sono lasciati andare ad uno sfogo in merito a quanto accaduto. “Ben vengano le urla di gioia di chi vince – scrivono – che seppelliscono le urla di quella parte del pubblico sempre propensa a contestare decisioni arbitrali o le azioni degli avversari, pubblico ignaro che le contestazioni non vanno rivolte alle giovani atlete bensì a chi è in cabina di regia, deputato a non disseminare confusione quando sempre dallo stesso pulpito si pretende di valorizzare la pallavolo. Noi stiamo cercando di capirci qualcosa. Quello che è accaduto è stato definito un caso nazionale e, memoria permettendo, farà da lezione-guida per il futuro”.