
Laigueglia. Giornata soleggiata, vento praticamente assente, temperatura pari a circa 14 gradi. Le condizioni meteo con le quali ha preso il via l’edizione numero 50 del Trofeo Laigueglia sono quelle che ci si poteva auspicare, sia per il pubblico che per i corridori in gara.
La gara ha l’onore di aprire il calendario italiano in una stagione che, minata dalla recessione economica, ha visto scomparire numerosi appuntamenti sia tra i confini nazionali che nel resto del mondo.
Sul ritrovo di partenza, come consuetudine, è andato in scena il rituale del foglio di firma. Le 23 squadre, una ad una, annunciate dallo speaker, sono salite sul palco per confermare la propria presenza. Il tutto sotto lo sguardo di numerosi curiosi, appassionati e non, che hanno osservato le operazioni del pre-gara.
Alle ore 10,50, da piazzale San Sebastiano, è stato dato il via ufficioso. Mentre il cielo era sorvolato dall’aereo acrobatico della polizia di Stato, alle ore 11 è scattata la corsa. Ai nastri di partenza 171 atleti.
Dopo soli 4 km, il primo attacco della giornata. Sono cinque corridori a dar fuoco alle polveri: Florent Barle (Cofidis, dorsale 91), Leonardo Andres Duque Arevalo (Colombia, 114), Thomas Raeymaekers (Novo Nordisk, 127), Antonio Barbio (Flaminia-Fondriest, 163) e Nicola Dal Santo (Flaminia-Fondriest, 164).
I fuggitivi, in breve tempo, prendono il largo. Il gruppo lascia fare. Dopo 5 km hanno 25″ di vantaggio; dopo 7,5 km i secondi diventano 48. Il vantaggio cresce a 2’30” al 12° km e a 5′ circa al 15°.
All’uscita da Ceriale i cinque attaccanti contano su ben 7’30” di vantaggio sul resto del plotone. A Boissano, alle 11,34, dopo 22,3 km di corsa, il margine sale a 7’50”.
L’arrivo del vincitore è previsto poco dopo le 15,30.