
Andora. “Cartellino rosso, non sul campo di calcio bensì a palazzo civico. E con immediata e definitiva espulsione dal gruppo consigliare e dall’associazione Viviandora. Così il consiglio direttivo, di cui facevo parte, trasmettendomi copia del provvedimento al mio indirizzo di casa, ha deliberato all’unanimità il mio allontanamento irrevocabile per aver espresso pubblicamente le mie perplessità sulla scelta della giunta civica di destinare dei soldi del bilancio comunale in un progetto benefico in Burkina Faso”.
Così dichiara il consigliere comunale di Andora, Paolo Rossi, nonché calciatore in una squadra del ponente ligure commentando il cartellino rosso ricevuto e la sua conseguente espulsione dall’associazione politica Viviandora.
Le critiche avanzate da Rossi sono state ritenute dallo stesso consiglio direttivo “gravissime” e quindi incompatibili con “gli scopi perseguiti dall’associazione”. “Eppure – afferma il diretto interessato – nonostante la pesante sanzione a mo’ di regime dittatoriale, sono contento di non aver taciuto ciò che, in un momento di così grande difficoltà generale per le casse comunali, a mio avviso strideva con il regime di austerity imposto alle famiglie dall’attuale congiuntura economica. E sono certo che tutti gli andoresi, dal primo all’ultimo, abbiano strumenti e capacità per giudicare serenamente che 5 mila euro al Burkina Faso tutto sommato la giunta comunale avrebbe potuto impegnarli per azioni sociali sul nostra territorio”.
“In questi giorni, ho ricevuto tante attestazioni di stima per il mio ruolo operato sino ad oggi a favore dello sport andorese e ho trovato non poche parole di incoraggiamento ad andare avanti. Questa triste pagina della politica che segna la fine del mio incarico comunale allo sport, con la revoca della delega dal sindaco e l’espulsione da Viviandora, rappresenta una sconfitta per un’associazione ‘civica’ che ha fatto della libertà e della differenza dai partiti tradizionali un suo cavallo di battaglia ma che, conti alla mano, per una semplice e ampiamente condivisa critica ad una scelta politica-amministrativa da parte di un suo rappresentante eletto dai cittadini si comporta peggio della più severa giunta militare” conclude Paolo Rossi.