
Savona. Se la prima giustificazione era surreale, la seconda appare agli inquirenti ancor più grottesca. “Pensavamo fosse polvere per pulire l’oro”: è quanto hanno affermato le due donne africane arrestate a Savona con sei chili e mezzo di cocaina purissima. Bloccate presso l’hotel Riviera Suisse, in un primo momento avevano detto agli agenti di avere nello zaino “sali da bagno”. Interrogate dal giudice Fiorenza Giorgi, però, oggi hanno fornito la versione della polvere per il metallo pregiato.
A comparire davanti al gip sono state Georgina Fardrich, 59 anni, nata in Ghana ma cittadina belga, incensurata, e Martha Ajayi, 46 anni, nigeriana, residente a Castelvolturno e con precedenti penali per spaccio. La prima ha riferito di aver incontrato la seconda nella stazione di Roma e poi di averla seguita sino a Savona.
Nella città della Torretta le due donne avrebbero incontrato un tizio, mai visto prima, che avrebbe dato loro lo zaino con la sostanza: l’individuo avrebbe detto che conteneva polvere per pulire l’oro e che, se l’avessero portata sino a Torino, avrebbero avuto in cambio 1500 euro. Ecco quanto sostenuto dalle due, una versione considerata poco credibile dagli organi inquirenti.
Sei chili e cinquecento grammi di cocaina in pietra, purissima, per un valore che sfiora quasi i due milioni di euro è la quantità di stupefacente sequestrata dalla squadra mobile savonese. Alle donne inoltre sono stati sequestrati 595 euro in contanti e otto cellulari, a due dei quali era stato cancellato il codice Imei che permette la tracciabilità delle chiamate.
La segnalazione che ha portato al ritrovamento della droga e all’arresto delle donne è partita dal poliziotto di quartiere. L’agente, come d’abitudine, è passato dal Riviera Suisse per eseguire un controllo sulle persone alloggiate rilevando la presenza delle due africane. Una presenza che, sentiti anche i racconti del titolare della struttura ricettiva sulle abitudini delle clienti (“Stanno sempre chiuse in camera e quando escono sono molto caute”), ha insospettito il poliziotto che ha allertato i colleghi della mobile.
A quel punto, verificati anche i precedenti per droga di una delle due donne, è scattato il blitz (coordinato dal vicequestore Rosalba Garello e dal suo vice Diego Marchianò) che ha permesso di bloccare appena in tempo Fardrich e Ajayi: quando le pattuglie sono arrivate in via Paleocapa infatti le donne stavano lasciando l’albergo con i loro bagagli. Alla vista dei poliziotti hanno abbozzato un maldestro tentativo di fuga. Poi è scattata la perquisizione che ha portato a uno dei sequestri più ingenti fatti dalla polizia negli ultimi anni.