[thumb:4883:l]Savona. Tornerà in carcere Carlo Alberto Chessa, l’automobilista ventisettenne di Albisola Superiore che nel dicembre scorso, in preda ai fumi dell’alcol e sotto l’effetto degli stupefacenti, travolse e uccise Roberto Salvaterra, che stava viaggiando sul suo scooter sull’Aurelia all’altezza della Margonara. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame accogliendo il ricorso presentato dal pubblico ministero di Savona Alberto Landolfi.
Il giovane era stato arrestato alla fine dello scorso febbraio subito dopo le dimissioni dall’ospedale in cui era stato ricoverato in seguito al drammatico incidente che costò la vita a Salvaterra, 31 anni, dipendente della gioielleria Delfino, noto per il suo ruolo di capitano nella squadra di calcio della Santa Cecilia, sposato e padre di un bimbo. Agli inizi di marzo Chessa ottenne gli arresti domiciliari. Il magistrato tuttavia lo ritiene un soggetto pericoloso e ne ha chiesto, e ottenuto, il ritorno in cella.
Il difensore dell’indagato, l’avvocato Luca Somà, ha già annunciato che presenterà ricorso in Cassazione contro questo provvedimento.