
Pietra L. Si avvia verso la conclusione il processo che vede a giudizio un cinquantaseienne, Pasquale Campese, milanese ma domiciliato a Pietra Ligure, che era finito in manette nel novembre del 2008 con l’accusa di estorsione ed usura. Questa mattina in tribunale, davanti al Collegio dei giudici, il pm Ubaldo Pelosi ha chiesto per lui una condanna a tre anni e due mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa da ottomila euro. Il processo è stato poi rinviato al prossimo 6 febbraio per la sentenza.
L’indagine che aveva portato all’arresto di Campese, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Savona, era partita da un arresto per droga effettuato nel luglio 2008: dal sequestro di documentazione di carattere contabile gli inquirenti erano risaliti fino al presunto giro di usura ed estorsione praticato da Campese, in particolare nell’albenganese e in altre zone della Liguria.
Le vittime accertate sarebbero una decina, mentre dalle verifiche sui conti bancari erano risultati assegni e cambiali riscossi per circa 100 mila euro. La polizia aveva inoltre provveduto al sequestro di 500 mila euro in titoli bancari e due orologi d’oro, di cui uno marca Rolex. A giudizio nel processo, insieme a Campese, c’erano anche altre due persone, Ferruccio Raineri e Venicio Papa, per i quali il pm ha chiesto l’assoluzione.