
Savona. Si è chiuso con un’assoluzione il processo per il crac della Cooperativa sociale “Recuperi di nostalgie” del Santuario che vedeva imputati il savonese Giuliano Arnaldi, esperto d’arte molto noto in città. Arnaldi era accusato di bancarotta fraudolenta per aver distratto beni sociali e tenuto scritture contabili in modo tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio sociale e del reale movimento degli affari della coop.
Questa mattina, davanti al Collegio del Tribunale, l’imputato (assistito dagli avvocati Fausto Mazzitelli e Marco Fazio) è stato però assolto dall’accusa più grave mentre è stato condannato a 4 mesi (indultati) per il reato di bancarotta semplice per non aver tenuto in ordine i libri contabili negli ultime mesi di vita della cooperativa. Le accuse di aver di aver – come veniva contestato nel capo di imputazione – realizzato “un ingiustificato divario tra massa attiva e passiva pari a 101.275 euro, cedendo a ignoti o comunque sottraendo il patrimonio dell’azienda, omettendo di consegnare al curatore fallimentare le scritture contabili” sono invece cadute. L’esperto d’arte, quando era finito al centro dell’inchiesta per bancarotta a seguito del fallimento della coop, si era difeso spiegando di non aver mai, di fatto, amministrato la cooperativa se non quando era ormai troppo tardi per salvarla
Al termine del processo Arnaldi, che fin dal principio si era difeso respingendo ogni accusa, si è detto soddisfatto del verdetto: “Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Ho dimostrato che non sono un ladro, non ho rubato. Sarà interessante leggere le motivazioni della sentenza”.