
Cairo. “Ho ricevuto ufficialmente in Comune dal WWF di Savona un documento intitolato dossier su “La zona IT0705″ e le relative richieste che questa storica associazione per la difesa della natura ha redatto con minuzia di particolari. Il documento – per alcuni versi condivisibile dove auspica, ad esempio, la celere copertura dei parchi carboni di Bragno – riporta poi alcune considerazioni di politica industriale che non condivido ma soprattutto riporta sommariamente dati sulla qualità dell’aria ed epidemiologici che rappresentano una situazione, a loro dire, molto allarmante”. Così il sindaco di Cairo Fulvio Briano commenta il recente dossier del Wwf che ha lanciato l’allarme inquinamento per la zona IT0705, tra Altare, Carcare e Cairo.
“Ho scritto una missiva agli assessorati all’ambiente di Regione e Provincia nonché ad Arpal chiedendo loro un incontro per approfondire queste tematiche perché penso sia dovere di ogni amministratore dare il giusto peso ad ogni denunzia di associazioni che abbia tematiche di così grande rilievo sulla vita dei propri cittadini. Ho però ben chiaro però che il percorso da percorrere ha sole due vie obbligate e non ve ne è una terza. O quanto rilevato da WWF è vero per cui il Comune di Cairo deve essere messo nelle condizioni di comprendere realmente quali azioni di tutela ambientale bisogna mettere in atto oppure siamo in presenza di un caso evidente di procurato allarme”.
“Faccio queste considerazioni con estrema serenità ma anche con grande fermezza perché se da un lato è mio dovere tutelare la salute dei cairesi dall’altro devo tutelare l’immagine del nostro territorio perché altrimenti non solo le persone da qui scappano ma neppure vengono ad investire qui quelle che non vi abitano. Sembra che l’analisi fatta da Wwf faccia emergere un territorio in cui si vive male, c’è l’aria inquinata e si muore di tumore più che in altre zone e su questo deve essere non solo fatta chiarezza ma, se si crea dell’allarmismo, bisogna pagarne le conseguenze” conclude Briano.