
Regione. “Le priorità penitenziarie della Liguria sono ben altre che istituire il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, come è tornata a sollecitare oggi la consigliera Piredda dell’IdV. Servono lavoro e formazione. La prima fondamentale e imprescindibile considerazione che il SAPPE intende fare è che ai detenuti delle carceri italiane – ed a quelli delle sette Case circondariali della Liguria (La Spezia, Chiavari, Genova Marassi e Pontedecimo, Savona, Imperia e Sanremo) – sono assicurate e garantite ogni tipo di tutela, a cominciare dai diritti relati all’integrità fisica, alla salute mentale, alla tutela dei rapporti familiari e sociali, all’integrità morale e culturale. Diritti per l’esercizio dei quali sono impegnati tutti gli operatori penitenziari, la Magistratura ed in particolare quella di Sorveglianza, l’Avvocatura, le Associazioni di volontariato, i parlamentari ed i consiglieri regionali (che hanno libero accesso alle carceri), le cooperative, le comunità e tutte le realtà, che operano nel e sul territorio, legate alle marginalità. Particolarmente preziosa, in questo contesto, è anche l’opera svolta quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. Donne e uomini in divisa che rappresentano ogni giorno lo Stato nel difficile contesto penitenziario, nella prima linea delle sezioni detentive, con professionalità, senso del dovere, spirito di abnegazione e, soprattutto, umanità”.
E’ quanto dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, commentando le dichiarazioni odierna della consigliera IdV Maruska Piredda che oggi ha sollecitato il prosieguo dell’iter della proposta di legge sull’istituzione del Garante dei diritti, ferma dall’aprile 2012 in commissione Affari istituzionali in Regione Liguria.
“Un importante passo in avanti su quel perimetro deliberatamente dimenticato qual è il carcere è certamente quello di renderlo ‘trasparente’, di considerarlo parte integrante (e non, spesso, dimenticata) delle città e della società. Per questo il Sappe per primo, come sindacato più rappresentativo della Polizia penitenziaria, è da sempre impegnato in prima linea affinché il carcere sia davvero una “casa di vetro”, vale a dire un luogo trasparente dove la società civile possa e debba vederci chiaro. Abbiamo però partecipato tutte le nostre perplessità sulla necessità di istituire questa nuova figura – anche in relazione ai costi per la spesa pubblica che si dovrebbero sostenere, considerata l’attuale particolare situazione di congiuntura economica – quando la Regione Liguria ha già una qualificata ed autorevole figura istituzionale di garanzia quale è quella del Difensore civico regionale che bene può assolvere alle finalità del garante. E’ quanto, ad esempio, già avviene in Lombardia e nelle Marche, regioni nelle quali vi sono appunto Difensori civici che hanno anche funzioni di garante dei detenuti. Quel che è certo è che la eventuale figura da istituire in Liguria non può essere appannaggio dei giochetti politici, non può essere insomma una “poltrona” sulla quale sistemare qualche politico trombato, qualche amico degli amici senza nessuna concreta competenza penitenziaria” conclude Martinelli.