
Applicabilità del modello spagnolo al settore balneare in Italia: il commissario Ue Michel Barnier dice no. La risposta arriva nell’ambito dell’interrogazione dell’Europarlamentare Mara Bizzotto che ha come oggetto l’applicabilità del modello spagnolo al settore balneare in Italia.
“Barnier risponde che ‘la proroga per altri settantacinque anni delle concessioni prevista nel progetto di riforma spagnolo a cui l’interrogazione fa tra l’altro riferimento non riguarda le autorizzazioni rilasciate a prestatori che forniscono servizi sulle spiagge avvalendosi di infrastrutture mobili, come bar e chioschi. Per le autorizzazioni all’uso delle spiagge a questi scopi, il progetto di riforma stabilisce una durata massima di quattro anni. Per questo motivo, il progetto di riforma non sembra sollevare problemi di incompatibilità con i principi stabiliti dalla direttiva sui servizi'” spiegano da “Donne D’A-mare”.
“Il periodo di settantacinque anni menzionato nell’interrogazione si riferisce a concessioni accordate ai proprietari per l’uso di fabbricati di loro proprietà costruiti in aree ritornate al demanio marittimo. Il progetto di riforma mira a garantire la certezza del diritto per i proprietari in considerazione delle ambiguità riscontrate nel vigente quadro giuridico sui fabbricati situati nella fascia costiera in Spagna. Invece per le imprese balneari che non sono abitazioni private – per altro incamerate dallo stato perché abusive – ma bensì aziende produttive gestite da famiglie italiane, in cui lavorano 60 mila donne (imprenditrici balneari) di cui 30 mila giovani donne, il governo italiano e l’Europa non prevedono nessuna certezza di diritto?” concludono da Donne D’A-mare.