
Savona. “Aumenti repentini e costanti sui beni di prima necessità, accise varie regionali e comunali, che picchiano come grandine sulla testa dei soliti noti, lavoratori a reddito fisso, pensionati, cassaintegrati, disoccupati, e in ultimo una botta definitiva sullo stato sociale, togliendo anche agli invalidi totali la pensione di invalidità”. Sono i provvedimenti contro i quali si scagliano Umberto Firpo, segretario Uil Pensionati Savona, e Giuseppe Giangrande, segretario generale della Csp Uil savonese.
“L’ultima genialata dei ‘tecnici’ che non hanno fatto altro che vessare i ‘poveri cristi’, forti con i deboli e deboli con i forti, a partire dal 2013 si sono inventati il reddito famigliare con un limite paradossale della stratosferica cifra di 16.738,63 euro, ovviamente lordi, eliminando di fatto circa il 75% di persone che non avranno più diritto alla pensione di invalidità” osservano i sindacalisti.
Quotidianamente i mezzi di comunicazione ci fanno vedere molti furbetti del quartiere che percepiscono pensioni di invalidità senza averne diritto e devono giustamente essere colpiti, restituendo il non dovuto. Come Uil ci chiediamo, senza fare demagogia, quali commissioni mediche hanno potuto rilasciare tali ‘certificati’? Quali sanzioni sono state applicate nei confronti di questi professionisti? – proseguono Firpo e Casagrande, concludendo – Noi avevamo prodotto alcuni mesi fa un comunicato stampa di denuncia dove avevamo evidenziato il nostro ennesimo articolato grido di dolore, che fatalmente abbiamo visto totalmente realizzato. Continuare a scaricare sui cittadini più deboli tutto il peso di una incapacità del governo centrale e dei governi locali che si rifiutano di incidere sui poteri forti, politici e professionali, è per noi della Uil inaccettabile”.