
Albenga. Nomi, previsioni e calcoli: sono quelli che si incrociano a seguito della ufficializzazione (che, in realtà verrà fatta nel corso del pomeriggio) dei candidati del Pd in corsa per le poltrone romane.
In mattinata sono stati resi noti i nomi dei “paracadutati” che vanno ad aggiungersi ai nove aletti alle primarie. Ecco chi sono: Raffaella Mariani e Marco Meloni per la Camera e Paolo Guerrieri per il Senato. La Mariani, toscana, capogruppo della Commissione Trasporti alla Camera, è esperta nel settore infrastrutture e dissesto territoriale. Paolo Guerrieri, romano, professore alla Sapienza, ha fatto parte del consiglio d’amministrazione dell’Istat, attualmente è il responsabile del Forum economia del Pd. Il terzo nome è quello del sardo Marco Meloni, responsabile nazionale del settore ricerca e innovazione del Pd.
La lista ligure del Pd sarà la seguente: per il Senato ci saranno Donatella Albano, Roberta Pinotti, Massimo Caleo, Guerrieri (con Vito Vattuone al quinto posto, probabilmente primo dei non eletti). Per la Camera: Andrea Orlando, Anna Giacobbe, Mario Tullo, Lorenzo Basso, la Mariani, Meloni, la Carocci e Pastorino. Poi al nono posto, teoricamente fuori, l’albenganese Franco Vazio.
Eppure, facendo qualche calcolo, per il rappresentante del territorio albenganese la speranza potrebbe essere ancora viva. Ipotizzando una vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni politiche, alla coalizione spetterebbero 9 posti alla Camera (8 al Pd e 1 a Sel, sulla base della previsione delle percentuali di voto): questo significherebbe l’addio a Roma di Vazio, se non fosse che vi sarebbe la “variabile” dello spezzino Orlando cui spetterebbe il sottosegretariato alla giustizia. Ora, sulla base di un accordo politico, chi ricopre la carica di sottosegretario dovrebbe dare le proprie dimissioni, lasciando in questo modo un posto vuoto proprio per l’ingresso dell’avvocato albenganese.
Si vedrà: certo è che se Orlando non si dimettesse o se Sel facesse il pieno di voti in Liguria (con un superamento quota 7%) per Vazio le speranze parlamentari sarebbero finite.