
Savona. Una interpellanza da parte del consigliere comunale della Lega Nord Massimo Arecco rivolta al sindaco Federico Berruti e alla giunta savonse in merito alle operazioni finanziarie di Palazzo Sisto, con al centro i derivati e loro conseguenze sullo status economico dell’ente.
“Era stato affidato ad uno studio professionale specializzato (finanza indipendente) il compito di valutare l’insieme delle operazioni finanziarie del Comune di Savona che hanno comportato l’acquisto di prodotti derivati – dice Arecco -. I rischi finanziari sono inoltre aggravati dal fatto che le stesse banche con cui la pubblica amministrazione stipula il contratto, quindi controparti, svolgono spesso anche il ruolo di advisor, creando un potenziale conflitto d’interessi che dilata, pro domo loro, la già notevole asimmetria informativa”.
“La giunta Ruggeri che, succedendo all’amministrazione Gervasio si trovò un debito di 34 milioni di euro, nel 2006, riuscì a farlo diventare di 75 milioni – di questi l’importo pari a 43 milioni fu negoziato in swap; c’è un accordo con una primaria banca internazionale per conto del Comune, funzionale alla risoluzione d’un contratto che impegnava le finanze comunali per 24 milioni di euro, per i soli interessi, a fronte di una esposizione complessiva valutata in 92 milioni 518 mila 322 euro, senza contare che il 19 dicembre scorso una sentenza storica ha visto condannate quattro banche internazionali, per truffa ai danni del Comune di Milano, in base alla legge 231 del 2001 (responsabilità penale delle società)” aggiunge Arecco, che chiede all’amministrazione comunale di rendere conto sulle operazioni in essere, sulla situazione debitoria e la sua contabilizzazione, oltre al quadro economico-finanziario complessivo relativo ai rapporti bancari instaurati in questi anni.