
Albenga. Disattivate, e presto rimosse, per“manifestainutilità”. E’la sorte delle colonnine di telesoccorso “Sos Beghelli” che campeggiano in punti strategici del centro storico ingauno e che, dal 2007 ad oggi, sono rimaste praticamente inutilizzate, al punto da portare l’amministrazione Guarnieri a decidere per la loro dismissione.
Qualcuno le avrà certamente notate, tra piazza San Francesco e la zona di Porta Torlaro: tre macchinari gialli dotati di un pulsante rosso che, una volta premuto, promette un intervento immediato in caso di pericolo. Questi dispositivi erano stati installati dall’allora giunta Tabbò, grazie a un contributo regionale, e promettevano di dare una risposta all’esigenza di una maggiore sicurezza in città, offrendo un aiuto in più a chi si fosse trovato in difficoltà, vittima di un furto o di un’aggressione ad esempio. Peccato – o per fortuna – che dal giorno della loro entrata in funzione (24 aprile 2007) ad oggi non abbiano potuto dimostrare la loro presunta efficacia.
Non solo perché nessuno vi ha mai fatto ricorso nel periodo in cui sono state operative (fino al 2010) ma anche perché se qualcuno, in questi ultimi due anni, avesse lanciato l’allarme sarebbe rimasto invano in attesa di soccorsi, dal momento che il servizio è stato disattivato da tempo. “Sono state in servizio per tre anni, ma abbiamo deciso di sospendere il tutto dal momento che si sono rivelate strumenti inutili e inefficaci» fa sapere, tramite il suo portavoce, il sindaco ingauno RosyGuarnieri. Per le colonnine “SosBeghelli” sono stati spesi 33.660euro (oneri fiscali inclusi) all’interno di una serie di interventi più ampi di fornitura arredi per il centro storico; 2.280 euro sono invece i costi di gestione del servizio di telesoccorso, rinnovato per tre anni.
Le macchine in sé erano state fornite dalla ditta Siccardi Vivai Sas di Imperia, in qualità di impresa autorizzata alla fornitura per conto della Beghelli srl nel ponente ligure. A rispondere a un’eventuale richiesta di aiuto sarebbe stata direttamente la Beghelli che avrebbe poi girato il lanciato “sos” alle forze dell’ordine. Risultato: non solo nessuno ha mai premuto quel pulsante rosso, ma non sapremo mai se in questi ultimi due anni di “buio” sarebbero potute essere utili a qualcuno in difficoltà.
Eppure Albenga non è certo nota per essere un’oasi di tranquillità, tanto che nelle ultime settimane proprio il primo cittadino leghista e l’imam della comunità musulmana locale si sono uniti in nome di una maggiore vigilanza. Un’alleanza singolare che si è palesata sulle pagine dei giornali, ma che, al momento, non si sarebbe tradotta in alcun atto concreto. Abdejalil Elalami si è fatto infatti promotore di un messaggio molto caro al Carroccio, quale quello della tolleranza zero contro chi commette reati, soprattutto se recidivo. E’ possibile dunque che i due si incontrino presto per decidere strategie comuni in nome di una maggiore vigilanza.
Soprattutto in quel centro storico spesso teatro di episodi di microcriminalità e che non può più contare sulle colonnine anti-delinquenti che vanno in pensione senza aver mai lavorato.