
Varazze. Nell’agosto del 2009 i lavori di ristrutturazione in corso nella sede dei Cantieri Navali Baglietto di Varazze erano finiti nel mirino della Procura che aveva rilevato un possibile abuso edilizio. Dagli accertamenti eseguiti dai magistrati era emerso infatti che – questa almeno l’ipotesi d’accusa – su terreni sottoposti a vincolo paessaggistico ambientale, in difformità alla Dia presentata il 2 dicembre del 2008, si stavano eseguendo interventi di ristrutturazione edilizia (una modifica della copertura del fabbricato con variazione delle falde e parziale trasformazione del tetto) che avrebbero portato ad un aumento volumetrico e alla costruzione di un “organismo” in parte nuovo.
Lavori che avrebbero anche immutato lo stato dei luoghi di un’area vincolata senza la prescritta autorizzazione. Violazioni della normativa in materia edilizia che avevano fatto finire nei guai tre persone: Luciano Gobbi Benelli, il direttore del cantiere, Maurizio Cei, il legale rappresentante della società “Cantieri Navali Baglietto” proprietraria dell’area e committente dei lavori, e Lorenzo Carnesciali, direttore dei lavori (difesi dagli avvocati Botta, Aglietto, Giacchero).
Questa mattina il processo a loro carico si è chiuso con tre assoluzioni per l’accusa di violazione del testo unico per l’edilizia (per non aver commesso il fatto per Gobbi Benelli e Cei, mentre perché il fatto non costituisce reato per Carnesciali). Per quanto riguarda la seconda accusa che gli veniva contestata (violazione del “Codice dei beni culturali e del paesaggio”) per tutti e tre è arrivata una sentenza di non luogo a procedere per estinzione del reato per intervenuta remissione in pristino dello stato dei luoghi.