
Regione. Scontro politico tra Marco Melgrati del Pdl e Nino Miceli del Pd sull’aumento della soglia per l’aliquota Irpef deliberato dalla Regione. Melgrati stigmatizza “l’annuncio dell’aumento della soglia da 30.000 euro a 27.000 euro per l’esenzione dall’Irpef. Questa tegola che cadrà in testa a circa 40.000 cittadini liguri, per un incremento di tassazione di circa 10 milioni di euro, è la strada più semplice scelta dalla giunta regionale, dal presidente Claudio Burlando e dall’assessore al bilancio Pippo Rossetti, con un provvedimento che arriva in extremis su un bilancio già lacrime e sangue. Burlando e Rossetti lo racconteranno a questi 40.000 cittadini che questa manovra non poteva essere evitata con un attento esame del bilancio e magari risparmi in qualche settore dove ancora si spende in maniera più allegra”.
“In un momento difficile dell’economia questa manovra tende ancora di più alla proletarizzazione della classe media. Inoltre per il prossimo anno sono stati azzerati i contributi alla locazione per i meno abbienti, che già fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e a pagare gli affitti, seguendo un trend in discesa negli ultimi tre anni. Come sono stati azzerati i contributi alle aziende produttive del settore alberghiero e dell’incoming, vera industria della nostra regione” aggiunge il capogruppo del Pdl.
Replica Nino Miceli: “La decisione assunta dalla giunta regionale di abbassare la soglia di esenzione dall’addizionale Irpef fino ai redditi di 27.000 euro annui è una decisione dolorosa, che rattrista tutti e non rallegra nessuno. Tuttavia la misura si è resa necessaria in seguito alla revisione al ribasso delle stime delle entrate regionali di 10 milioni di euro, comunicataci dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a inizio dicembre. Minori entrate che la Regione ha dovuto obbligatoriamente pareggiare nel bilancio. Sottolineo comunque che, a fronte di una platea ligure di circa 934.000 contribuenti, anche dopo questo doloroso emendamento, circa 765.000 contribuenti (pari all’83%) non soggiacciono all’addizionale Irpef. In molte altre regioni non è così”.
“Vorrei anche suggerire a Melgrati, che ha attaccato questo provvedimento con grande veemenza, una maggiore coerenza tra le richieste, legittime, di evitare aumenti della tassazione e le iniziative sul territorio. Infatti, in occasione di ogni (e sottolineo ogni) tentativo della giunta di razionalizzare la spesa, in particolare di quella sanitaria, Melgrati inscena iniziative di protesta di vario tipo ma sempre di grande impatto mediatico. Sarebbe forse più utile da parte sua assumere un atteggiamento più responsabile, condividendo e sostenendo gli sforzi della giunta per diminuire la spesa ed evitare così di mettere nuove tasse, le stesse tasse cui Melgrati afferma di essere contrario” conclude Miceli.