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Economia

Azienda ittica in Dakar grazie a sostegno Coop

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Liguria. Una fabbrica a Dakar, in Senegal, per conservare e trasformare il pescato con tutti gli standard igienici necessari, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente, è stata realizzata con l’aiuto di Coop Liguria in Senegal nell’arco degli ultimi sei anni. La fabbrica per la trasformazione del pesce è gestita da imprenditori locali ed impiega giovani e donne del posto. Il “Progetto Senegal” è stato presentato stamani dal presidente di Coop Liguria Bruno Cordazzo a Palazzo Ducale, alla presenza dei principali protagonisti di questa esperienza: Mamadou Sow, l’imprenditore senegalese, motore di tutta l’iniziativa, Assan Ndiaye, presidente Associazione Senegalesi Italia, Vincenzo Tassinari, presidente Coop Italia, Enrico Migliavacca, vice presidente Ancc. Erano inoltre presenti Alessandro Repetto, presidente della provincia di Genova e, in rappresentanza del sindaco Marta Vicnenzi, Massimiliano Morettini, assessore alla cooperazione internazionale. “Questo progetto si sostiene grazie alla capacità di un imprenditore senegalese – ha ricordato Cordazzo -, è facile oggi delocalizzare un’azienda gestita da un imprenditore occidentale, ma la vera scommessa è creare qualcosa che sia gestito dagli imprenditori locali. I cervelli migliori di solito scappano dal Senegal, con questo progetto invece vogliamo farli rientrare”.
L’iniziativa è nata per caso sei anni fa sui banchi del pesce di Savona, quando un giorno Mamadou avvicinò Marcello Lupo, responsabile delle vendite di Coop Liguria nel settore ittico, proponendogli questa iniziativa. Mamadou è laureato in Ingegneria Oceanica e ha conseguito una specializzazione in Igiene Alimentare negli Stati Uniti. Coop Liguria ha messo a disposizione della società di Mamadou, la Seprom Mer, tutte le sue competenze e piano piano, prima con l’acquisto di una macchina per fare il ghiaccio, poi dotando di motore le piroghe per pescare e comprando telefoni cellulari ai pescatori per segnalare emergenze, comincia gradualmente a migliorare le condizioni di lavoro. Oggi è stata costruita una fabbrica all’avanguardia, impiega molti giovani e le donne, da sempre addette alla trasformazione del pesce in condizioni davvero disagiate, oggi lo possono lavorare con i forni, in modo sicuro. Si stima che le esportazioni di pesce passeranno a breve dall’attuale valore di due milioni a otto milioni di euro. Al progetto hanno collaborato Coop Liguria, Coop Italia e l’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumo nell’ambito degli interventi di lotta alla povertà che si propongono di creare impresa e sviluppo sostenibile nei paesi del sud del mondo. Una volta che la produzione sarà a regime, Mamadou potrà restituire il prestito ottenuto per la costruzione della fabbrica. Infatti il pesce senegalese sarà esportato a tutte le cooperative del consorzio Coop Italia. “Siamo di fronte ad una classe dirigente senegalese – ha detto il presidente della Provincia Repetto – è non solo di ottimo livello ma con un entusiasmo che noi occidentali ci stiamo dimenticando. Pensano in grande, mentre noi tendiamo sempre pi a volare basso a non prendere in considerazione i grandi temi come la collaborazione internazionale”. Morettini ha aggiunto: “Questo progetto dimostra quanto fare impresa in questi paesi non sia una rapina ma una vera e propria costruzione partecipata del territorio. Purtroppo per c’è ancora tanta indifferenza da parte delle nostre imprese a investire in questi paesi e questo progetto dimostra che si può fare ricchezza, che si può fare impresa e si può fare bene anche nel Terzo Mondo”. Tassinari, presidente Coop Italia, ha ricordato come la Coop sia stata la prima a parlare di responsabilità sociale d’impresa, di cui Progetto Sennegal è un perfetto esempio.

Redazione
28 Marzo 2008 alle 17:49
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