
Varazze. Nell’annata calcistica 1992-93, l’allora quattordicenne Francesco Travi, già numero 10 con piedi “catalani”, dopo tutta una trafila nel Don Bosco (quale figlio d’arte del padre Simone, un dirigente doc), passa agli Allievi regionali del Varazze, facendo felice il nonno Gerolamo, storico personaggio, che finalmente corona il sogno di vedere il “nipotino” giocare tra le fila dei nerazzurri.
Francesco, pur sotto leva, disputa uno straordinario campionato, al punto che il Savona lo adocchia, portandolo nella città della Torretta, dove, nella medesima categoria degli Allievi (allenato da chi scrive, come del resto anche l’anno prima), diventa campione regionale senza aver mai subito una sola sconfitta, accelerando la crescita tecnico tattica e mettendo le basi per una crescita caratteriale che lo porterà a disputare un’eccelsa carriera.
E’ con questi preamboli che nasce la vita calcistica di Travi, che arriva a giocare in Serie D proprio con gli striscioni savonesi, esordendo al Valerio Bacigalupo all’età sedici anni e mezzo, contro il Castelnuovo Garfagnana e raggiungendo la consacrazione l’anno successivo con l’ingresso in pianta stabile in prima squadra sotto la guida di Leo Cusimano.
Sono poi le tribolate vicende societarie ad allontanarlo da Savona ed a portarlo ad Acqui, dove – allenato da Mario Benzi – vince il campionato di Eccellenza e gioca il successivo torneo di nuovo in serie D proprio nella cittadina termale.
Insomma, se un mister ha bisogno di un giocatore che sia determinante per la vittoria di un torneo, Travi rappresenta una sorta di talismano… Ne sanno qualcosa Finale, Cogoleto, Pietra Ligure e Quiliano… tutte squadre vincenti nei rispettivi campionati quando il varazzino difendeva i loro colori.
“L’ultima vittoria è quella che si ricorda meglio” – afferma Travi, riferendosi al trionfo dei biancorossi, portati – da capitano – nella scorsa stagione in Eccellenza per la prima volta nella storia del Quiliano.
Ma questa estate il richiamo dell’aria di casa ha avuto il sopravvento e, dopo una carriera costellata di successi, eccolo tornare, come un figliol prodigo, a Varazze (è qui che vive assieme alla moglie Claudia ed alla figlioletta Benedetta, lavorando come ormeggiatore nel porto della cittadina di Santa Caterina) ed esordire, alla ormai non più verde età di 34 anni, nelle fila dei nerazzurri, nobili decaduti in Prima Categoria, ma pur sempre blasonati.
Che colpo per il Varazze! Travi mette a disposizione, dei tanti giovani presenti in rosa, la serietà, la passione e la professionalità maturata in tutti questi lunghi anni: “Il segreto sta nel saper scegliere gli ambienti adatti per potersi esprimere al meglio. Poi è ovvio che senza passione si fa poca strada. Io, poi, devo ringraziare la mia famiglia, che mi trasmette in ogni momento calma e serenità, elementi indispensabili per continuare a giocare quando non si è più giovanissimi. Certo non sarà facile rinunciare all’odore che si respira su un campo di calcio… ed è per questo che sto già studiando da mister: finirò per iscrivermi ad un corso per allenatori pur di continuare a restare nell’ambiente”.
E già si immedesima nella parte, emulo di Xavi Hernandez, il calciatore che ammira maggiormente: “La filosofia del Barcellona rappresenta il mio modo di intendere il calcio: tecnica di base, possesso palla e reparti che sappiano sfruttare l’ampiezza del campo… e tanta voglia di andare all’attacco”.
Claudio Nucci