
Spotorno. Hanno messo le mani su un libretto di assegni rubato e, utilizzandolo, sono riusciti a truffare il titolare di un’azienda agricola spotornese. Anche se il loro modus operandi non era particolarmente ingegnoso quelli entrati in azione, nel gennaio del 2010, a Spotorno non erano truffatori alle prime armi. I due, Luigi Cena, 30 anni, e Danilo Jussi, di 29, entrambi torinesi, si sono spacciati per ristoratori davanti al titolare dell’azienda “Sancio” ed hanno detto di essere interessati all’acquisto di vino per il loro locale.
Un affare che effettivamente si è poi concretizzato: Cena e Jussi infatti si sono fatti consegnare ben 216 bottiglie di “Pigato Doc annata 2008”, per un valore di 1364,69 euro, che hanno pagato con l’assegno rubato due giorni prima ad un torinese. Cena tra l’altro, per non insospettire il titolare dell’azienda agricola, si era anche presentato sotto falsa identità, utilizzando il nome dell’intestatario del libretto di assegni.
I truffatori però, a distanza di qualche tempo, erano stati identificati e denunciati per truffa e ricettazione. Accuse per le quali sono finiti a giudizio in tribunale a Savona. A Luigi Cena inoltre la Procura ha contestato anche le accuse di sostituzione di persona, falso e minacce. L’uomo infatti aveva minacciato il titolare dell’azienda agricola che, intuendo di trovarsi davanti ad un raggiro, si era segnato il numero di targa della vettura dei suoi clienti. Cena l’aveva chiamato “invitandolo” a non presentare alcuna denuncia: “Guarda che faccio il truffatore di professione, butta via tutto che tanto è tutto falso. Se vuoi continuare a lavorare e non vuoi che venga giù e ti faccia saltare tutto in aria non andare dai carabinieri, capito?” sarebbero state le sue parole.
Stamattina i due torinesi sono stati condannati entrambi: Cena a tre anni e tre mesi di reclusione e 1100 euro di multa, Jussi a due anni e sei mesi di reclusione e 800 euro di multa.