
Liguria. Avevano messo a segno furti in abitazione a Genova, ma anche nel Ponente ligure, in particolare nella provincia di Savona, tra Celle Ligure ed Albenga, oltre al basso Piemonte.
La grande escalation di colpi che negli ultimi mesi si è verificata nel capoluogo ligure ha fatto scattare nel mese di novembre un’attività investigativa della Squadra Mobile nei confronti di una banda di albanesi molto attiva e ben organizzata.
La complessa ed articolata attività di indagine, coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica Luca Scorza Azzarà, è culminata nell’arresto di Ervis Meta, di anni 25; Andri Muharremi, 27 anni; Kastriot Aldemiraj, 26 anni; Kristjan Deda, Edison Lleshi, di anni 22, tutti con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.
Nel corso dell’attività investigativa sono state accertate le modalità di azione della banda di ladri. La sistematicità e la particolare spregiudicatezza con la quale si introducevano all’interno delle abitazioni ricordava infatti quella di un sodalizio composto da cittadini albanesi, arrestati l’anno scorso nell’ambito dell’operazione “Circus”, i cosiddetti “ladri acrobati”, che vedeva tra gli arrestati anche alcuni personaggi ormai noti alla Squadra Mobile, in quanto arrestati nel 2008 a seguito dell’indagine “Monrovia”, che aveva sgominato la cosiddetta “banda del Nottolino”.
Infatti i malviventi, monitorata la zona di “caccia”, si introducevano in ore diurne approfittando dell’assenza dei proprietari all’interno degli appartamenti, adottando una tecnica del tutto differente da quella cosiddetta del “nottolino”, comune alle organizzazioni criminali albanesi. La tecnica utilizzata, infatti, risulta più improvvisata. Per introdursi all’interno dell’abitazione, i ladri utilizzavano tecniche di effrazione e sfondamento di serramenti e finestre ed erano soliti arrampicarsi fino a raggiungere il primo ed il secondo piano di abitazioni spesso isolate e situate in zone non necessariamente residenziali del capoluogo, prediligendo il levante e riuscendo nel giro di poche ore a svaligiare quattro cinque appartamenti alla volta.
L’orario prediletto per il compimento dei furti era la fascia tra le 17.00 e le 20.00. I malviventi colpivano avendo la certezza che all’interno dell’abitazione non vi fosse nessuno, asportando contanti, oro, computer e vestiti firmati.
Nel corso di alcune perquisizioni domiciliari è stata sequestrata diversa refurtiva, la cui visione sarà disponibile per i cittadini sul sito della Polizia di Stato dalla prossima settimana.