Provincia. “Quello che si sta consumando se non fosse una tragedia sarebbe quasi una comica e si sta avverando quello che noi avevamo detto qualche tempo fa. C’era il rischio che il decreto non fosse convertito in legge e così è, quindi ora si apre una fase di incertezza e confusione che francamente non ci voleva”. Lo ha detto oggi il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza, che torna sul tema del riordino delle Province che prevedeva per l’ente savonese il processo di accorpamento con Imperia.
“Il primo provvedimento è stato il Salva Italia, con le province che diventano enti di secondo grado con funzioni di coordinamento, una norma giudicata anticostituzionale, perciò in seguito arriva la spending review con le province che tornano ad avere ruoli operativi, con risorse proprie, affiancando però un percorso di accorpamento a livello territoriale. Questo decreto, dopo vari emendamenti, però è caduto al Senato. E a questo punto si torna indietro, al maledetto articolo 23 del decreto Salva Italia: stando così le cose dal gennaio 2013 le Province di fatto non ci sono più…” afferma il presidente Vaccarezza.
“Serve da parte del governo inserire una norma nella legge di stabilità (l’ultimo provvedimento che verrà approvato): o viene abrogato l’art. 23 del decreto Salva Italia o ancora l’art. 17 della spending review, con le Province che tornerebbero ad esercitare in maniera diretta e funzionale i propri servizi, in attesa di stabilire il processo di accorpamento e riordino con la nuova legislatura”.
“Come Upi abbiamo dato il nostro contributo, fin dall’inizio, comprendendo che proprio dalle Province si sarebbe dovuto partire per la modifica dell’architettura istituzionale degli enti locali, ma il governo non ci ha ascoltato, non ha ascoltato la voce dei territori, questo è il risultato…” conclude Vaccarezza.