
Cengio. Dall’ex Acna di Cengio al clan dei Casalesi: il collegamento è rappresentato dal boss della camorra Francesco Bidognetti, raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare in carcere notificatogli dalla Dia di Napoli e accusato di disastro ambientale. L’uomo si trova in carcere in regime di 41 Bis, a Parma.
Il boss sarebbe al centro del trasferimento di rifiuti pericolosi dalla Liguria alla Campania, e prevalentemente dall’ex Acna in Valbormida alla zona di Giugliano dove la società della quale era responsabile sversava gli scarti industriali.
“Cicciotto ‘e mezzanotte”, così soprannominato, avrebbe così provocato l’avvelenamento di falde acquifere, causando un grave rischio per l’agricoltura, la salute animale e soprattutto dell’uomo. Con l’obiettivo di favorire i Casalesi. Il percolato che avrebbe attraversato il suolo ammonta a 58 mila tonnellate: secondo le prime indagini, sarebbe un disastro permanente. Per la prima volta un boss della camorra viene raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per reati ambientali.
In aula a Napoli questa mattina c’era anche lo scrittore Roberto Saviano: “Tribunale di Napoli, inizia il processo ai boss casalesi e ai loro avvocati accusati di minacce nei miei confronti: li guarderò negli occhi” ha twittato lo scrittore di “Gomorra” riferendosi ai boss Bidognetti e Iovine.