
Provincia. La mancata conversione in legge del dl di riordino delle Province farebbe tornare il rischio di una declaratoria di incostituzionalità: è quanto dice uno studio del Dipartimento delle Riforme del Ministero della Funzione Pubblica, il cui contenuto è stato anticipato dall’Ansa.
“Il Salva Italia è stato impugnato – si legge nello studio – perché la Costituzione prevede che lo Stato assegni alle province ‘funzioni fondamentali’. Ora, è dubbio che le sole funzioni di indirizzo e coordinamento dei comuni possano costituire ‘funzioni fondamentali’ in senso tecnico. Se la Corte dovesse accogliere i ricorsi, le province avrebbero tutte le funzioni attuali (e non solo quelle di area vasta) e non sarebbero nemmeno ridotte di numero. Un rischio di incostituzionalità grava anche sul decreto in esame sotto il profilo della forma e del procedimento usati per il riordino”.
Con la mancata conversione in legge si verrebbe acreare un caos istituzionale. “Tra le conseguenze, oltre ai mancati risparmi, la lievitazione dei costi a carico di Comuni e Regioni e il blocco della riorganizzazione periferica dello Stato” si legge. Non si saprebbe più a chi vanno le competenze (dalle strade alle scuole, dai rifiuti alla pianificazione territoriale) attribuite a queste all’esito del riordino e ci vorrebbero nuove leggi dello Stato per assegnarle.