
Perth. Campioni del mondo! La pallanuoto azzurra non finisce mai di stupire. Dopo l’argento olimpico di Londra col Settebello e l’oro continentale con l’Under 19 di Nando Pesci vinto a Canet en Roussillon, è la volta dei più piccoli: i nati ’94 e seguenti allenati dal tecnico federale Amedeo Pomilio schiantano l’Ungheria 10-8 in finale a Perth e si laureano campioni del mondo nella prima edizione della rassegna iridata riservata agli under 18.
“Desidero congratularmi vivamente con il tecnico Amedeo Pomilio, – dichiara il presidente federale Barelli – con lo staff e soprattutto con i ragazzi, protagonisti nella prima edizione dei mondiali under 18 e per il terzo anno consecutivo sempre ai vertici dopo i due titoli e l’argento europeo dell’under 19, che conferma la validità dell’intero movimento pallanotistico italiano e lo attesta a livelli che sono consoni alla nostra tradizione. L’estate si era già tinta d’azzurro con la conquista dell’argento olimpico del Settebello a Londra e l’oro continentale dell’under 19 guidata da Nando Pesci; questa nuova medaglia arricchisce il momento di festa e premia il lavoro della Federnuoto votato alla crescita e allo sviluppo dei vivai in sinergia con le società. Le nazionali assolute hanno intrapreso un cammino di rinnovamento sostanziale che al centro prevede la stretta collaborazione tra tutte le componenti con programmi comuni e know-how condivisi. Queste prestazioni dimostrano la validità dei programmi impostati e fungono da stimolo per tutti e a tutti i livelli, avendo come obiettivo principale i grandi risultati internazionali di cui il Settebello è l’attore principale, motore di un volano che produce emozioni uniche e risultati che danno lustro alla Squadra Nazionale più titolata dello sport azzurro”.
Sorride anche il ct del settebello Campagna: “Ho seguito questa spedizione qui a Perth con molto entusiasmo. La Nazionale under 18 mi ha subito impressionato per il gioco di alta qualità, basato sul gruppo, sulla forza mentale e sulla tenacia, offrendo prestazioni che nascono da un metodo di preparazione comune con quello della Nazionale assoluta. Complimenti allo staff, agli atleti e alle società che li hanno formati con sacrifici e risorse. Ora si festeggia ma da domani bisogna tornare subito in vasca. Se i ragazzi vogliono affermarsi a livello senior dovranno scalare una montagna altissima come l’Everest, dovranno lavorare moltissimo. Li aspettiamo”.