
Ponente. La procura di Imperia ha chiesto l’archiviazione per il reato di associazione per delinquere per l’onorevole del Pdl Claudio Scajola, indagato assieme ad altre quattro persone nell’indagine sulla realizzazione del porto turistico.
La richiesta è ora sulla scrivania del gip Massimiliano Botti, che dovrà decidere se accoglierla o chiedere un supplemento di indagini. L’indagine era iniziata nel settembre del 2010, per poi svilupparsi in due filoni: il primo che aveva come ipotesi di reato l’associazione per delinquere e il secondo, che è già stato chiuso e vede a processo dieci imputati, tra cui l’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone, per truffa aggravata ai danni dello Stato.
Il processo si celebra a Torino. La procura, inizialmente, aveva ipotizzato che “Scajola in qualità di promotore in virtù del pregresso rapporto di amicizia con l’imprenditore Caltagirone, Paolo Calzia in qualità di direttore generale del comune, Carlo Conti e Domenico Gandolfo, in qualità di soci della Porto di Imperia Spa, si associavano tra loro al fine di commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione al fine di intervenire direttamente sulle istituzioni per acquisire il controllo dell’intero, complesso, procedimento riguardo al rilascio della concessione effettuato dal Comune alla Porto di Imperia spa, con particolare riguardo alla concessione e al successivo contratto di affidamento per la realizzazione e gestione dell’opera”.