
Regione. Settore importante quello della pesca in Liguria e, come tutti i comparti, nelle strette della crisi. Se ne è parlato oggi a Genova al convegno “Riforma della Politica Comune della Pesca. Obiettivi e proposte a sostegno della piccola pesca costiera”, organizzato da LegaCoop Liguria.
“Noi – spiega infatti l’assessore regionale all’Agricoltura, floricoltura, pesca e acquacoltura, Giovanni Barbagallo – abbiamo circa 2000 addetti e 500 barche su 300 km di costa. ci sono inoltre 35 approdi dove i pescatori trovano rifugio. Un settore economicamente importante, anche se non grande nei numeri e complementare al turismo ed all’enogastronomia. Cosa sarebbe infatti la ristorazione ligure senza il pescato nostrano?”.
La crisi, però, “morde” anche per quanto riguarda questo settore: “La pesca è certamente in crisi – commenta Francesco Saverio Abbate, direttore generale della pesca e dell’acquacoltura presso il ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Si può dire però che la commissione europea ed il ministero delle politiche agricole stanno facendo il possibile e l’impossibile per arginare il fenomeno. La nuova politica comunitaria della pesca stanzierà ingenti cifre proprio per sostenere il settore”.
“C’è un problema – continua – di concorrenza sleale e di concorrenza vera e propria. Concorrenza dei Paesi dall’altra parte del Mediterraneo che è molto aggressiva e concorrenza sleale da parte di chi pesca abusivamente. Leggi ne abbiamo tante e sono sufficienti: dobbiamo migliorare la qualità dei nostri controlli”.
“Abbiamo – conclude Barbagallo – in questi anni cercato di dare un’alternativa complementare all’attività principale cioè la pescaturismo e l’ittiturismo. Siamo tra due fuochi, tra il ministero e l’Europa, ma noi lottiamo insieme ai pescatori per modificare leggi e regolamenti. I nostri provvedimenti cercano di aiutare il settore, facciamo la nostra parte e penso che possiamo dare un contributo notevole”.