
Andora. Nella notte tra il 20 ed il 21 luglio del 2011, in un terribile incidente stradale in località Molino Nuovo ad Andora perse la vita una trentanovenne, Vanessa Schubert, originaria di Schwabach (Baviera) ma residente nella località ponentina. Per quello schianto è indagato, con l’accusa di omicidio colposo, un trentenne albanese, P.B., che secondo l’accusa quella sera era alla guida della sua Alfa Romeo 166 finita fuoristrada. In un primo momento sembrava che al volante ci fosse proprio la vittima, ma gli accertamenti dei carabinieri avrebbero detto il contrario. Da qui l’accusa mossa nei confronti di P.B. (uscito quasi illeso dalla carambola) che, tra l’altro, continua a negare di essere stato alla guida quella sera. Il ragazzo infatti ha sempre dichiarato di essere stato seduto sul sedile del passeggero.
Una versione che è stata smentita da una perizia medico legale e anche da alcune testimonianze dei soccorritori intervenuti quella notte. Questa mattina il procedimento è finito davanti al giudice Donatella Aschero. Nel corso dell’udienza i figli della donna (assistiti dall’avvocato Marco Fazio), l’ex marito ed il patrigno si sono costituiti tutti come parti civili. Sempre oggi è stata anche citata la compagnia assicurativa con la quale la vettura era assicurata come responsabile civile. Ascoltate le richieste il giudice ha poi deciso di riaggiornare il processo al prossimo 14 marzo.
L’incidente era avvenuto poco prima delle due di notte: Vanessa Schubert e l’amico tornavano da una serata trascorsa con amici in un ristorante. All’altezza della rotonda autostradale in località Molino Nuovo l’auto era uscita di strada precipitando in un terreno agricolo, dove si era ribaltata ripetutamente prima di fermarsi a circa cento metri dal punto dell’impatto. La donna era deceduta sul colpo, mentre P.B. era rimasto ferito lievemente. A provocare lo schianto, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era stata l’alta velocità.