
Finale L. C’è qualcun altro, oltre a istituzioni, lavoratori e sindacati, che vuole dire la sua sul progetto per le ex aree Piaggio. E’ il popolo degli studenti del Finalese che, nei piani che riguardano la riconversione del fronte mare, entra in gioco in relazione alla volontà di creare lì un polo scolastico dedicato ai ragazzi delle scuole superiori del comprensorio.
Qui, in un edificio disposto su sei piani, di cui due interrati, dovrebbe sorgere un complesso per 1300 giovani che dovrebbe inglobare gli studenti del liceo scientifico “Issel”, dell’Alberghiero e dell’Istituto Ipsia di Finale. Un complesso che, per struttura, dimensioni, conformazione fa storcere il naso ai diretti interessati.
“Eravamo anche noi, ieri sera, all’incontro dedicato alla Piaggio – dice Maddalena Pizzonia, rappresentante di istituto dell’Issel, che parla anche a nome dei “colleghi” Leonardo Piccinini, Carolina Patitucci e Pietro Malatesta – e abbiamo da dire alcune cose molto chiare e semplici: primo, come si può dire di voler costruire un polo per 1300 studenti quando, solo noi dell’Issel, siamo già 758, con la previsione di aumentare, già dal prossimo anno, di tre classi e relativi ragazzi? Immagino che gli altri due istituti comprendano almeno 300 ragazzi ognuno, per cui superiamo già da adesso il numero che l’ipotetica nuova struttura potrebbe contenere. Non vorranno mica costruire la mega scuola per poi ritrovarci a dover trovare anche una succursale perché siamo troppi?”.
“Due: il complesso progettato non è a norma con il decreto ministeriale del 18 dicembre del ’75 e, dunque, non è sicuro – sostiene Pizzonia – Il decreto in questione prevede uno spazio minimo per studente di 23,8 metri quadri, mentre i progettisti parlano di un edificio di 10 mila mq, assolutamente insufficienti in rapporto al numero dei ragazzi. ‘Chiedermo una deroga’, ci dicono, ma una deroga per ottenere almeno il triplo di quello spazio non mi pare ipotizzabile. Inoltre, sempre secondo il decreto ministeriale, una scuola non può svilupparsi su più di 4 piani, mentre qui ne sono previsti sei, di cui due interrati: è irregolare”.
“Capisco che in un’area in cui solo il 9,6% degli spazi è destinato a uso pubblico bisogna sviluppare gli edifici in altezza, ma non a discapito delle regole e della sicurezza – continua la rappresentante degli studenti – Inoltre, il polo dovrebbe essere realizzato con i finanziamenti regionali ma ci pare che la Regione abbia detto a chiare lettere che non ha cifre simili a disposizione”.
“Ora, noi ci chiediamo: invece di spendere cifre da capogiro per la realizzazione di questo progetto, perché non investire sull’esistente? A noi manca di tutto: non abbiamo lavagne a sufficienza, i nostri laboratori non hanno le attrezzature adeguate e, quando le possiedono, non c’è nessuno che arrivi per farle funzionare. Pensiamo al laboratorio linguistico: sono settimane che aspettiamo il tecnico della Provincia, ma niente. Ecco, perché invece di spendere soldi in un’opera che, guardando i numeri e il progetto, è già fallimentare da ora, non li si destina a migliorare le scuole che ci sono già?” è il quesito che gli studenti rimandano alle istituzioni.